Agricoltura

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Agricoltori Coldiretti in piazza e a Centinaio consegnano il “piano salvaolio italiano”


ROMA - Sono arrivati da ogni angolo del Paese gli agricoltori nella Capitale per denunciare gli errori regionali e l’assenza nella manovra di Bilancio 2019, di recente approvata, delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, a partire dalla Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore. Migliaia di agricoltori della Coldiretti, tra i quali numerosi giovani imprenditori agricoli toscani, in particolare delle provincie di Arezzo, Grosseto e Siena, si sono dati appuntamento in via XX Settembre 20 davanti ministero delle Politiche Agricole per l’incontro di una delegazione guidata dal presidente Ettore Prandini con il ministro Gian Marco Centinaio, al quale è stato presentato il “PianoSalvaOlio” di Coldiretti.

 

Nei cartelli dei manifestanti frasi come “Solo promesse per l'olio italiano nessun interesse”, “Produzione dimezzata, olivicoltura dimenticata”, “Chiudiamo i porti al falso olio italiano”, “Fermiamo la Xylella E' #disastrocolposo” ma anche “Presidente Conte non dimenticare gli ulivi della tua Puglia” per ricordare le origini del premier italiano. L’obiettivo è salvare il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale.

 

«L’extravergine di oliva è una delle produzioni simbolo dell’agricoltura toscana - ha commentato Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana - che interessa 48mila imprese agricole, per una produzione, nell’ultima campagna, intorno ai 150mila quintali. Un’annata in Toscana tutto sommato positiva nonostante l’andamento climatico particolarmente sfavorevole nelle ultime settimane, con il vento forte che ha creato problemi in alcune zone, che ha segnato una ripresa della produzione dopo anni con il segno negativo».

 

«Dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy fino ai cambiamenti climatici e gli effetti dei disastrosi eventi estremi - ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana - sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l'economia e  l’occupazione. E’ per questo che anche dalla Toscana partecipiamo alla manifestazione romana, in segno di solidarietà con i colleghi delle altre regioni e per garantire un futuro anche alla nostra olivicoltura».

 

L'OLIO ITALIANO SECONDO COLDIRETTI:

· fattura oltre 3 miliardi di euro

· impegna 400.000 aziende

· conta 1 milione di ettari di uliveti

· detiene il primato in termini di olio extravergine a denominazione in europa (43 dop e 4 igp) e il più vasto patrimonio di biodiversità al mondo (250 milioni di piante e 533 varietà di olive)

· tutela la salute dei cittadini consumatori con un prodotto che ha un valore salutistico riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’

· ha un valore simbolico e culturale straordinario

· contribuisce alla bellezza e alla tenuta dei nostri territori.

 

I NUMERI DELL'LIVICOLTURA TOSCANA

·        91.000 ettari di oliveti

·        48.000 imprese agricole

·        140-180 mila quintali di olio prodotto

·        120-150 milioni di euro di plv agricola

 

IL PIANO SALVAOLIO MADE IN ITALY DELLA COLDIRETTI

1.      Avviare un nuovo PIANO OLIVICOLO NAZIONALE (“Piano 2.0”) per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, per modernizzare gli impianti olivicoli, puntando sulle cultivar nazionali che rappresentano il nostro patrimonio di biodiversità; favorendo lo sviluppo e la sottoscrizione di contratti di filiera.

2.      Garantire adeguate risorse al FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, come la Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore.

3.      Esprimere solidarietà all’olivicoltura salentina compromessa dalla XYLELLA, sostenendola con azioni concrete a partire - chiede la Coldiretti - dall’immediata attuazione del Decreto sullo stato di emergenza al fine di consentire i reimpianti, gli innesti e la programmazione delle attività dei frantoi e degli olivicoltori.

4.      Dare maggiore trasparenza all’attribuzione dei finanziamenti dell’attuale OCM, in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e difendere l’extravergine italiano nell’ambito dei NEGOZIATI INTERNAZIONALI dove l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi.

5.      Stringere le maglie ancora larghe della legislazione con l’approvazione delle proposte di RIFORMA DEI REATI ALIMENTARI presentate dall’apposita Commissione presieduta da Giancarlo Caselli presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio Agromafie della Coldiretti.

6.      Pretendere l’obbligo della REGISTRAZIONE TELEMATICA degli oli commercializzati in tutti gli Stati membri, così come già istituito in Italia attraverso il SIAN. 

7.      Difendere il PANEL TEST, strumento necessario - spiega la Coldiretti - per la classificazione e valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini al fine di tutelare i produttori di oli di qualità ed i consumatori.

8.      Promuovere una maggiore trasparenza dell’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DELL’ORIGINE IN ETICHETTA, per l’olio extravergine di oliva (con etichette leggibili per i consumatori e prevedendo l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di provenienza degli oli che compongono le “miscele”) e per le olive da tavola (che ad oggi non hanno alcuna indicazione obbligatoria in etichetta relativamente al Paese di coltivazione delle olive).

9.      Promuovere la CONOSCENZA e la CULTURA DELL’OLIO EVO di qualità tra i consumatori al fine di aiutarli a scegliere con maggiore consapevolezza.

10.  Eliminare il SEGRETO DI STATO sui flussi di importazione, anche - sostiene la Coldiretti - per verificare gli arrivi di prodotti da Paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane rispetto all’uso di prodotti chimici o alla tutela dei lavoratori.


08 gennaio 2019
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