Agricoltura

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Calamità naturali, Fiper: «La biomassa legnosa venga usata per il teleriscaldamento»


MILANO - 29 ottobre 2018: le Alpi Centro Orientali vengono travolte da una tempesta di vento che sradica e distrugge un’ingente parte del patrimonio forestale alpino; milioni di metri cubi di legname atterrato, tra cui i pregiati abeti rossi, faggi e latifoglie varie. Il Veneto è una delle regioni maggiormente colpite ed in alcune aree, tra cui l’altopiano di Asiago, il Pian del Cansiglio, i danni al patrimonio forestale sono ingentissimi. «Siamo arrivati a un bivio - commenta Walter Righini, presidente di Fiper (Federazione italiana per le energie rinnovabili) - la gestione dei boschi è una questione di interesse generale e nazionale; non possiamo più permetterci di occuparci di foreste e montagna solo nei momenti di emergenza dati dal susseguirsi delle calamità naturali».

 

FIPER ha da tempo organizzato il convegno “Teleriscaldamento a biomassa: uno strumento per la gestione attiva delle foreste venete che si terrà il 16 novembre in Pian del Cansiglio, proprio per ragionare sullo sviluppo di reti di teleriscaldamento a biomassa nei Comuni non metanizzati del Veneto, tra i quali molti sono stati colpiti dalla tempesta. 

 

In questi giorni in Valtellina, in provincia di Trento e Bolzano pur duramente colpite nel loro patrimonio boschivo, la presenza delle reti di teleriscaldamento, che impiegano i residui legnosi derivanti dai boschi locali per riscaldare i clienti, costituisce un importante polmone di sfogo per l’ingente biomassa legnosa non adatta alle trasformazioni industriali.

 

Righini conclude: «Le reti di teleriscaldamento possono essere un importante volano per lo sviluppo delle filiere forestali ed aumentano il valore di macchiatico dei boschi, permettendo di valorizzare integralmente il legno prelevato. Chiediamo alla Politica di attivarsi affinché questa tempesta rappresenti un’importante occasione di rilancio e gestione attiva delle foreste, così come definito dalla Strategia Forestale Europea, dalla Riforma Forestale, di cui mancano i Decreti attuativi e dall’Accordo Interregionale per l’incremento dei prelievi legnosi siglato lo scorso 26 febbraio 2016 tra Regione Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria e Province di Trento e Bolzano».

 

(nella foto della Regione Veneto, la devastazione di un bosco)


05 novembre 2018
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