Agricoltura

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Confagricoltura Emilia Romagna: «Agea garantisca i 304 milioni della Ue a 42mila agricoltori»


BOLOGNA - Il reddito degli agricoltori dipende per il 41% dall’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura (Agea), come ha dichiarato il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Nicodemo Oliverio. «È quindi inderogabile - osserva il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Gianni Tosi - garantire alle 42mila aziende agricole dell’Emilia-Romagna l’accesso ai 304 milioni di euro che l’Ue mette a disposizione per il nostro territorio tramite la Domanda Unica».

 

AGEA Confagricoltura condivide la preoccupazione espressa da Oliverio, che dà voce finalmente alle rimostranze degli imprenditori agricoli sottolineando le inefficienze di Agea e il loro impatto devastante sui bilanci delle imprese. «La riorganizzazione di Agea - precisa Tosi - è di vitale importanza per le aziende perché in assenza di procedure chiare i Centri di assistenza agricola (Caa), che hanno il compito di redigere le pratiche e che ascoltano l’agricoltore, si trovano nell’impossibilità di rispondere alle esigenze delle aziende per di più sobbarcandosi il peso di enormi responsabilità». Inoltre «le società incaricate della progettazione di un sistema informatico dovrebbero confrontarsi sempre con i centri di assistenza agricola, codificare gli strumenti e comprovarne l’efficienza. Tutto ciò prima di introdurre la nuova piattaforma e non dopo, come purtroppo da anni accade, con effetti negativi e la necessità di tante richieste di proroga da parte dello Stato all’Unione Europea».  

 

SEMPLIFICAZIONE Il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna condivide anche quanto espresso in Commissione Agricoltura della Camera dal direttore di Agea, Papa Pagliardini, nell’evidenziare che più le disposizioni di carattere normativo sono complesse, più è difficile tradurle in un sistema semplificato mettendo così in difficoltà gli organismi pagatori. «Auspichiamo si possano agevolare le procedure anzitutto riducendo il numero di pratiche, ad esempio - spiega Tosi - eliminando le richieste di contributo inferiori almeno a 500 euro in modo da sostenere e valorizzare coloro che fanno vera agricoltura. Ma anche limitando le “misure accessorie” (premi accoppiati) che in molti casi offrono un aiuto di qualche decina di euro ad azienda, ma finiscono per appesantire e rallentare il sistema burocratico».

 

Tosi sottoline anche come sia necessario modificare il sistema delle assicurazioni agevolate «senza perdere tempo in commissioni di indagine, bensì convocando un tavolo istituzionale che riunisca le associazioni agricole, i rappresentanti dei Caa e i referenti della pubblica amministrazione per il Pai (piano assicurativo individuale), affinché sia presto ridefinito e semplificato l’iter per accedere ai contributi».

 


19 maggio 2017
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