Agricoltura

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Confagricoltura: «La Ue non lasci a Paesi terzi la produzione dello zucchero, salvare quello italiano»


BOLOGNA - Si accende la guerra dello zucchero. Ultima chiamata per lo zucchero italiano o meglio per lo zucchero europeo, delle sorti del comparto bieticolo-saccarifero si parlerà il 15 luglio a Bruxelles al Consiglio Agricoltura della Ue. Nell’occasione il commissario Phil Hogan riferirà ai ministri sulle conclusioni dei lavori del gruppo ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri e dell’Esecutivo Ue, insediato nel novembre dello scorso anno su richiesta del ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.


SI PRODUCA IN ITALIA «L’Europa intervenga: non possiamo lasciare a Paesi Terzi la produzione dello zucchero. Il cuore della coltivazione di barbabietola in Italia è l’Emilia-Romagna - 20.000 ettari su un totale di circa 29.000 - qui risiede la più importante associazione bieticola nazionale, Anb, con oltre un secolo di storia. La filiera produttiva ha bisogno di tutele e le strategie a sostegno del settore si decidono a Bruxelles», dice chiaro Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.

La produzione bieticolo-saccarifera è l’emblema di un territorio e della sua economia. Lo zucchero 100% italiano conferisce un valore distintivo al made in Italy alimentare e oggi si produce unicamente nei due stabilimenti saccariferi di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova) grazie al lavoro di circa 5.600 aziende agricole conferenti. «Regalare a Paesi Terzi la produzione di uno dei prodotti storici delle nostre terre significa anche avvallare una strategia non eco-sostenibile, che si scontra di fatto con le priorità dell’Ue e della sua politica agricola. Aumentare le importazioni da Sud America o Asia vuole dire farsi carico di lunghi viaggi di trasporto che farebbero inevitabilmente lievitare i consumi di carburante», precisa Bergamaschi.  



UE SPACCATA Dalle informazioni raccolte da Confagricoltura risulta che c’è una spaccatura tra gli Stati membri sulle iniziative da raccomandare alle Istituzioni di Bruxelles. «La gravità della situazione è tale - osserva il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - che non possiamo permetterci ulteriori ritardi, a danno di un settore che è di fondamentale importanza per l’agroalimentare italiano».

 

LO STATO DEL SETTORE BIETICOLO L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda che le superfici investite a barbabietole da zucchero si sono contratte del 62% negli ultimi dieci anni. Il crollo dei prezzi, innescato essenzialmente dalla soppressione delle quote di produzione nel settembre 2017, ha determinato - secondo il CIBE - un taglio dei redditi dei bieticoltori europeo di oltre il 30 per cento. Anche i bilanci delle industrie si chiudono in rosso ed è stata annunciata la chiusura di diversi stabilimenti in Francia, Germania e Polonia.


10 luglio 2019
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