Zootecnia

foto articolo newsageagro

Convegno sulla Romagnola: «E' carne al top, ma va comunicata e promossa meglio»


BOLOGNA - Due euro. È questa la differenza di prezzo tra un chilogrammo di carne bovina di Chianina e uno di Romagnola. Sette per la prima, 5 per la seconda. Ma la  differenza in termini di qualità non esiste, perché i livelli sono elevati per entrambe, ed entrambe sono inserite, insieme alla Marchigiana, nel Consorzio del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale che per tutte prevede un identico Disciplinare di produzione. 

 

IL CONVEGNO La disparità di prezzo cercherà di spiegarla il convegno che l’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer) ha organizzato per venerdì, 7 giugno, in collaborazione con Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini da carne) dal titolo “La verità scientifica e il futuro della selezione” finalizzato a trovare strategie per il rilancio della carne bovina di razza Romagnola. L’incontro si terrà a partire dalle 20.30 a Riolo Terme (RA), nella Sala San Giovanni (ex Chiesa) in via Verdi 5.

 

«Conosco l’allevamento dei bovini di razza Romagnola da quando sono bambina - spiega Laura Cenni, a cui spetterà il coordinamento dei lavori - quando iniziò ad allevarle mio papà. Per me, è naturale proseguire in questa attività e, nonostante le grandi difficoltà che si sono manifestate soprattutto in questi ultimi anni, continuo a essere fiduciosa sul futuro della Romagnola, soprattutto perché diversi giovani allevatori, sulle colline della Romagna, stanno rilevando le aziende zootecniche famigliari animati da una passione che deve essere premiata».

 

DIFFERENZA DI PREZZO È stato proprio grazie alla passione di Laura Cenni che Sebastiana Failla, ricercatrice dell’ente Crea (che sarà uno dei relatori al convegno) ha condotto recentemente uno studio sulle qualità della Romagnola, arrivando alla conclusione che rispetto alla più blasonata Chianina, la Romagnola non ha nulla da invidiare. Ma c'è la difficoltà di commercializzazione che la affligge, compromettendone la valorizzazione. 

«È presto detto - afferma Cenni - i toscani sono più bravi di noi, dobbiamo riconoscerlo. Hanno saputo adottare politiche di promozione della Chianina efficaci e vincenti. Penso francamente che dovremmo imitarli a cominciare da iniziative che sappiano unire in un unico grande contenitore tutte le tipicità del nostro territorio, che sono parecchie, in cui la Romagnola rivesta un ruolo preponderante. Non dobbiamo poi dimenticare che purtroppo, a differenza di quanto avviene in Toscana soprattutto nei piccoli centri, da noi stanno via via scomparendo i negozi di macelleria a favore dei grandi Centri della Gdo, un aspetto non secondario che non deve essere sottovalutato, ma che non può penalizzare la promozione della Romagnola. Al di là della passione - conclude Cenni - quello che dobbiamo saper trasmettere al consumatore è il valore intrinseco della qualità della Romagnola, fatto di impegno, utilizzo di materie prime eccellenti, costi di produzione superiori rispetto ad altre produzioni più standardizzate. Un dato che non può essere disatteso, anzi valorizzato».

 

INFORMARE IL MERCATO Secondo Luca Panichi, presidente di Anabic, la migliore e maggiore valorizzazione della Romagnola richiede una gestione più mirata che ne caratterizzi la specificità. «Questa carne - afferma - ha in sé dei valori materiali e immateriali che meritano una valorizzazione ben diversa da quanto purtroppo è avvenuto finora. C’è un forte legame con il territorio, esistono caratteristiche genetiche che affondano le loro radici in un passato molto remoto e che ancora oggi dimostrano tutto il loro valore, tant’è vero che la selezione naturale avvenuta nel corso dei secoli lega indissolubilmente la Romagnola alla specificità dei luoghi dove continua a essere allevata. La grande sfida è allora quella di saper veicolare al mercato tutte queste informazioni, che peraltro racchiudono anche aspetti sanitari e di sicurezza alimentare a cui il consumatore guarda con sempre maggiore attenzione. La differenza di prezzo tra la Chinina e la Romagnola quindi non è legata alla qualità della carne ma all’approccio commerciale. Una strategia e una capacità diverse, più mirate e premianti sapranno invertire questa tendenza».


04 giugno 2019
Articoli correlati

Creta guarda al Veneto per migliorare la propria agricoltura

 L'isola di Creta guarda all'agricoltura del Veneto per...

Spilamberto, il Palio dell'aceto balsamico premia i suoi campioni

Domenica 23 giugno nell'antica Rocca di Spilamberto (Mo) si tiene il tradizionale Palio di...

Apicoltura Casentinese, una storica azienda va in aiuto di chi è svantaggiato

Dalla Toscana, una notizia che coniuga agricoltura e solidarietà. Apicoltura Casentinese...

Rivista dell'Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere: Pac, falsi prosciutti e biometano

CREMONA - E' uscito l'ultimo numero dell'Osservatorio...

Ultima ora
StreamingTV
Intervista a Guido Garnero
Fiere ed Eventi

Ultimi eventi
foto articolo newsageagro
Piacenza
Piacenza, i Georgofili alla Cattolica per conoscere le produzioni lattiero-casearie
foto articolo newsageagro
Cremona
Giornata suinicoltura, resistenza agli antibiotici per garantire anche il reddito
foto articolo newsageagro
Bologna
Convegno sulla Romagnola: «E' carne al top, ma va comunicata e promossa meglio»
foto articolo newsageagro
Piacenza
Piacenza, arriva Gola Gola Festival: dal sale alla Malvisia passando per pasta e salumi

Seguici su Facebook