Latte

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CremonaFiere, la filiera dell'oro bianco italiano vale 15 miliardi di cui 3 di export


CREMONA - 15 miliardi di euro, di cui 3 di esportazioni. E’ questo il valore complessivo della filiera del latte in Italia. Un settore estremamente importante, che crea ricchezza e posti di lavoro e che nei primi sei mesi dell’anno si rivela in forte controtendenza, segnando una crescita a due cifre nelle esportazioni di formaggi e latticini. Secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat, la prima metà dell'anno ha visto crescere le nostre spedizioni all'estero di oltre il 12%, in decisa accelerazione rispetto all'andamento contenuto del 2018 (+3%). A trainare il comparto in questo primo semestre si segnalano i formaggi stagionati (+14,5%, per 772 milioni di euro pari al 45% del totale comparto) e i formaggi freschi (+6,3% per un valore di 424 milioni). Da rilevare per gli stagionati una forte ripresa delle richieste oltreoceano, con l'export verso gli Usa balzato a 147 milioni di Euro (+25% sui primi sei mesi del 2018) grazie all'ottima performance del Grana Padano, del Parmigiano Reggiano e dei Pecorini.


EXPORT E RISCHIO DAZI «Siamo molto soddisfatti dei risultati relativi all’export di questi primi sei mesi dell’anno. Risultati ottenuti - commenta Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio tutela Grana Padano - grazie alla capacità e al dinamismo delle aziende che fanno parte del consorzio. Le esportazioni stanno andando molto bene soprattutto negli Stati Uniti, in Europa e Giappone, con la Germania che si conferma il primo Paese per esportazioni». Per combattere contro l’italian sounding, secondo Baldrighi «bisogna stringere accordi bilaterali tra Unione europea e i singoli Paesi».

Anche se le politiche legate ai dazi promesse dal presidente americano rischiano di avere gravi conseguenze proprio sulle esportazioni di prodotti più rappresentativi del Made in Italy, come il Grana Padano. «I corposi incrementi dei dazi annunciati dal presidente Trump genererebbero nei confronti del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano due pesantissimi risultati: azzerare o quasi il nostro export negli Stati Uniti, che oggi sfiora le 400 mila forme all’anno - spiega Stefano Berni, direttore generale del consorzio Grana Padano».


CREMONA CAPITALE DEL LATTE La città è al centro del sistema agro-zootecnico più importante d’Europa, in grado di produrre il 23% dei bovini da latte italiani e il 44% del latte italiano e la cui produttività in ambito agroindustriale ha raggiunto il valore di 12,3 miliardi di euro (13% del totale italiano). Qui si concentrano le aziende che investono in tecnologia ed attrezzature e proprio per questo, qui, da 72 anni si svolge la più importante fiera zootecnica del paese: la Fiera Zootecnica del bovino da latte. Inserita all’interno delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, che si svolgeranno dal 23 al 26 ottobre a CremonaFiere, uno spazio fondamentale sarà assegnato proprio alla filiera del latte. E sempre all’interno di questo importante evento si colloca la 9° edizione di Expocasearia, tecnologia per la produzione e distribuzione del latte e derivati. Durante i tre giorni delle Fiere i maggiori esperti della comunità scientifica e industriale, assieme ai produttori, si incontreranno in meeting e conferenze per approfondire le problematiche legate alla lotta alla concorrenza sleale che viene dall’estero e alla sfida della qualità del prodotto, che rappresenta sicuramente un costo per le aziende, ma è anche l’elemento che fa la differenza tra un vero formaggio italiano e uno che, di italiano, ha solo il nome. Giovedì 24 ottobre si terrà il 5° Milk Village Meeting. Al centro le tematiche riguardanti la costruzione del costo del latte alla stalla, la salute e il benessere animale oltre a quelle sull’attuale mercato, ai nuovi prodotti funzionali legati al benessere e a regimi nutrizionali particolari.


I MINI CASEIFICI Oggi in Italia sono attivi quasi 4mila mini-caseifici e la diffusione di questa tecnologia è in continua crescita. Il potenziale è enorme, soprattutto se si considera anche la produzione di latte ovino, caprino e bufalino, oltre che vaccino. L’Italia, ad esempio, è leader mondiale nell’export di formaggi pecorini e detiene il 40% delle quote di mercato, e questi numeri continuano a salire. Stesso discorso per i formaggi bufalini e caprini. Alcune produzioni d’eccellenza e di nicchia, inoltre, vengono tenute in vita proprio grazie ai mini caseifici delle aziende agricole, che sempre più spesso guardano anche a selezionati mercati esteri. Oggi, nel nostro Paese sono attivi oltre 34.000 allevamenti da latte, con una produzione concentrata in Pianura Padana. Se si pensa a questi numeri, è chiaro che i margini di crescita sono molto ampi.


LE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI A Cremona si vuole dare una risposta ai problemi di questo mondo, indicando la strada per crescere e conquistare nuovi mercati. Tradizionalmente, le mostre zootecniche rappresentano il più atteso momento di confronto per gli allevatori e di testimonianza dei risultati ottenuti attraverso un'attenta e appassionata opera di selezione volta al miglioramento genetico delle specie allevate. 

A Cremona, la tradizione delle mostre della bovina da latte affonda le radici nella storia stessa della manifestazione. Anche quest’anno saranno circa 400 i capi che vengono portati in esposizione nel ring allestito all'interno del Palaradi. Tre le giornate dedicate a questi eventi, capaci di attirare un pubblico interessato e competente: si comincia giovedì con il 6° Junior Open Show organizzato da AGAFI. Venerdì si prosegue con il 6° Junior Open Show per aprire poi alla 7ª Mostra Nazionale della Razza Jersey e alla 66ª Mostra Nazionale della Frisona Italiana, con valutazioni per le categorie manze e giovenche e gare di conduzione. Sia la Mostra della Jersey sia della Frisona Italiana si concluderanno nella giornata di sabato 28.


25 settembre 2019
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