Agricoltura

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Pomodoro, le OP: «Nessuna garanzia per gli agricoltori, fallito il tentativo di accordo con Ferrara Food»


FERRARA - «Lo strenuo tentativo delle OP consegnatarie di pomodoro da industria, e fornitrici di Ferrara Food, di ottenere un piano validabile ai fini del varo di un concordato di ristrutturazione del debito della società, si è arenato di fronte al ritardo nella presentazione degli atti formali da parte della società e al conseguente prolungarsi delle trattative, ben oltre i tempi tecnici agronomici necessari per predisporre le coltivazioni». Lo afferma una nota delle stesse OP, che chiedono anche di avviare un concordato preventivo per evitare il fallimento.

 

Nello specifico i tempi massimi stabiliti dall'accordo d’area per concludere i contratti di fornitura con le industrie private, «hanno precluso definitivamente la possibilità di prolungare oltre l'attesa per l'ottenimento di un atto di impegno affidabile, in grado di garantire l'effettivo svolgimento della campagna 2017 da parte di Ferrara Food. La proprietà di Ferrara Food non è stata in grado di far fronte a nessuna delle esigenze fondamentali poste dalle OP per dare continuità all'attività dello stabilimento. Esigenze costituite principalmente da garanzie minime a favore delle OP per una ripartizione dei rischi più equilibrata fra le parti coinvolte e non gravante esclusivamente a carico delle OP stesse».

 

Il comunicato continua: «Nonostante l’intervento e l’impegno profuso a fianco delle OP dall’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, si conclude così una trattativa lunghissima, che muove le sue premesse da un impegno, poi disatteso, nel maggio dello scorso anno, alla firma del contratto, di rilascio di una forma di garanzia dei pagamenti agli agricoltori, tramite un servizio di factorizzazione pro soluto, trattativa approdata invece ad un insoluto di circa 12 milioni di euro per il pomodoro consegnato degli agricoltori, dovuto ad una gravissima crisi finanziaria della Società rivelata alle OP ed ai terzi solo a fine ottobre, al termine della campagna 2016».

 

Ora spetta alla proprietà ed al suo Advisor depositare una richiesta di procedura concordataria che scongiuri la minaccia del fallimento e crei le condizioni per un passaggio di gestione in tempo utile per la campagna 2018, dando finalmente risposta positiva, sia alle esigenze di occupazione delle maestranze, in un territorio già martoriato da ripetute crisi aziendali, sia ai bisogni dei produttori agricoli di ottenere quanto di loro spettanza per il prodotto consegnato nel 2016, oltre alla necessità di non far venir meno uno stabilimento di lavorazione che rappresenta uno sbocco insostituibile per una delle culture strategiche rimaste sul territorio, dopo l'abbandono della bieticoltura.


17 marzo 2017
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