Agricoltura

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Dazi Usa, la Cia: «Duro colpo, il Governo ne discuta alla riunione dei capi di Stato della Ue»


MILANO - «Il Governo colga l’occasione della riunione dei capi di Stato Ue di metà ottobre per ridiscutere l’emergenza dei dazi Usa. Al premier Giuseppe Conte chiediamo di: ratificare subito il Ceta; riaprire ogni possibile forma di accordo multilaterale; sviluppare il Jefta con il Giappone; cercare nuovi approdi mercantili, come Mercosur con l'America Latina con specifiche clausole di salvaguardia per alcuni prodotti nazionali». Questo il contenuto della lettera inviata da Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani al direttore de Il Foglio e pubblicata il 9 ottobre sullo stesso quotidiano. 

 

«La questione dei dazi Usa rappresenta un duro colpo per il made in Italy. La decisione del Wto di autorizzare l’Amministrazione Trump a imporre “tasse” per 7,5 miliardi di dollari contro l’Unione europea, causa l’affaire Airbus-Boeing, è dannosa per due ordini di motivi: il primo è economico, l’agroalimentare è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali; l’altro è politico e vede Cia-Agricoltori italiani favorevole al libero scambio e non a barriere protezionistiche, per sviluppare le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export. In particolare su quei mercati, come gli Stati Uniti, dove l’Italia può giocare un ruolo di esportatore netto», si legge nella lettera.

 

«D’altra parte, l’imposizione reciproca di contromisure (Usa verso Ue e viceversa) non farebbe che infliggere danni alle imprese e ai cittadini e mettere a rischio un mercato florido per le nostre aziende», prosegue Scanavino. «Evidentemente, se tra Stati Uniti ed Europa non si fosse interrotto il processo negoziale del Ttip all’Interno di una cornice commerciale bilaterale nel rispetto del principio di reciprocità delle regole, tutto questo non sarebbe successo. Gli Stati Uniti, osserva il presidente Cia, «rappresentano il terzo mercato di sbocco dell’export agroalimentare tricolore. Solo nell’ultimo anno, tra prodotti agricoli, cibi e bevande, l’Italia ha spedito 4,2 miliardi di euro sul mercato statunitense. Nella lista dei prodotti colpiti dai nuovi dazi Usa, che dovrebbero scattare il 18 ottobre, per ora sono salvi vino, pasta e olio d’oliva made in Italy, mentre sono colpiti ferocemente i nostri formaggi, in particolare Dop, come Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Pecorino Romano, oltre a salumi, agrumi, succhi e liquori. Con perdite stimate per 440 milioni di euro».
 

Per questo, adesso è necessario trovare con gli Usa una soluzione equa ed equilibrata ed evitare una guerra commerciale pericolosissima. In quest’ottica, conclude Scanavino, «abbiamo chiesto al Governo di continuare sulla strada della diplomazia, cogliendo l’occasione della riunione dei capi di stato della Ue, prevista per metà ottobre, per ridiscutere l’emergenza dazi. Nel frattempo, bisogna continuare a lavorare per creare nuovi mercati di sbocco per le nostre esportazioni».


09 ottobre 2019
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