Agroalimentare

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Dazi Usa, la Cia Emilia Romagna: «Pagheremo un conto salatissimo, serve soluzione equilibrata»


BOLOGNA - «Sarà un conto salatissimo quello che pagherà l’agroalimentare emiliano romagnolo, leader delle eccellenze che vanno negli Stati Uniti, a partire dal Parmigiano Reggiano che esporta in quell’area del Paese il 10% della produzione». Cristiano Fini, presidente di Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna, manifesta la sua preoccupazione - e quella di tutti gli agricoltori - dopo la decisione del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, che ha dato agli Usa il via libera a imporre dazi contro l'Unione europea, accusata di aver fornito aiuti illegali ad Airbus.


I dazi Usa all’Ue per 7,5 miliardi di dollari rappresentano un duro colpo per il Made in Italy, sia da un punto di vista economico, visto che l’agroalimentare è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, sia da un punto di vista politico, considerato che Cia guarda a un mondo aperto al libero scambio e non bloccato da barriere protezionistiche, per sviluppare le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export. In particolare su quei mercati, come gli Stati Uniti, dove l’Italia può giocare un ruolo di esportatore netto. «Solo per il Parmigiano Reggiano i dazi potrebbero far salire il prezzo al consumatore americano fino a 60 dollari al chilogrammo - spiega Fini - facendo coì crollare i consumi e quindi l’import di uno dei prodotti di punta della nostra regione».


L'imposizione reciproca di contromisure, Usa verso Ue e viceversa, «non farebbe che infliggere danni alle imprese e ai cittadini e mettere a rischio un mercato florido per le nostre aziende - spiega ancora Fini - perché gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco dell’export agroalimentare tricolori. Solo nell’ultimo anno, tra prodotti agricoli, cibi e bevande, l’Italia ha spedito 4,2 miliardi di euro sul mercato statunitense. Per le vendite estere di vino, gli Usa sono il primo mercato di sbocco con oltre 1,4 miliardi di euro e un peso sulle esportazioni totali oltreoceano del 35%».

 

Fini conclude sostenendo che «ora bisogna lavorare per trovare con gli Usa una soluzione equa ed equilibrata ed evitare una guerra commerciale pericolosissima. Auspichiamo quindi  che si prosegua sulla strada della diplomazia, cogliendo l’occasione della riunione dei capi di Stato della Ue, prevista per metà ottobre, per ridiscutere la questione dazi».


03 ottobre 2019
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