Agricoltura

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Emilia Romagna, ancora grandine e nubifragi mettono a rischio i raccolti


BOLOGNA - Grandine sulla frutta e sugli ortaggi, bombe d’acqua e vento sui cereali, barbabietole e pomodori. Il maltempo della prima settimana di giugno, che ha colpito in particolare le province occidentali dell’Emilia Romagna, da Modena a Piacenza, sta mettendo a dura prova le aziende agricole. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che solo ieri, giovedì 7 giugno in alcune zone di Modena e Reggio e dell’Appennino piacentino sono state registrate precipitazioni medie pari 50-60 millimetri d’acqua giornalieri, quasi un decimo della pioggia che cade in un intero anno in Emilia Romagna dove le precipitazioni medie annuali si aggirano tra i 600 e gli 800 millimetri.

 

IL QUADRO DEI DANNI - Dopo i danni sulla frutta precoce per le gelate di fine marzo, che hanno quasi dimezzato la produzione regionale di albicocche, la grandine – informa Coldiretti Emilia Romagna – ha colpito in questi giorni di inizio giugno la frutta, in particolare pere e vigneti nelle province di Modena e Parma, mentre nubifragi e bombe d’acqua hanno allettato il frumento tra Modena e Bologna, con particolare accanimento nella zona a nord di Bologna, nell’area di San Giovanni in Persiceto per quanto riguarda il grano, mentre nel modenese sono finiti sott’acqua anche campi di pomodoro da industria. Soprattutto per il frumento ci sono gravi problemi – sottolinea Coldiretti regionale – perché è vicina la trebbiatura e con il grano a terra c’è il rischio di una forte perdita di produzione. Nel piacentino, il alcune aree è esondato il fiume Ongina, che ha danneggiato alcune aziende orticole, portando via ortaggi appena seminati, come le zucchine. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, ma l’acqua – precisa Coldiretti regionale – per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento. Gli acquazzoni invece aggravano i danni provocati con smottamenti e frane. Coldiretti in tutte le aree colpite ha avviato il monitoraggio dei danni.

 


09 giugno 2018
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