Agroalimentare

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Emilia Romagna, bando di 5,4 milioni per rendere i vini più competitivi


BOILOGNA - L'Emilia Romagna aiuta i suoi vini a competere sui mercati mondiali. E la Regione lo fa con oltre 5,4 milioni di euro per dare ancora più qualità e competitività ai vini dell’Emilia-Romagna, favorire l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento delle attrezzature nelle cantine. È la dotazione finanziaria di un bando approvato dalla Giunta regionale nell’ambito della misura “Investimenti” per l’annualità 2020 dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore vitivinicolo.

 

SETTORE CHIAVE «Dopo l’esito molto positivo del bando dell’anno scorso che ha consentito di finanziare 41 aziende agricole vitivinicole e 25 cantine attivando un volume di investimenti di 24,5 milioni di euro - sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli - rilanciamo con un nuovo bando e nuove risorse per rendere la vitivinicoltura dell’Emilia-Romagna sempre più moderna e competitiva. Intendiamo continuare a sostenere un settore chiave del nostro sistema agroalimentare che sta facendo passi significativi sul piano della innovazione, della qualità e dell’immagine ottenendo importanti risultati anche sul fronte dell’export. Basta dire che nel 2018 si sono raggiunti i 322 milioni di euro, un valore che consolida e migliora l’eccezionale risultato registrato nel 2017 con una crescita delle esportazioni di prodotti regionali di oltre il 10%».

 

IL BANDO A disposizione delle imprese che svolgono attività di produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli (vino e mosto d’uva) vi sono contributi in conto capitale fino al 40% delle spese per larealizzazione di interventi che puntano a valorizzare i vini di qualità, favorire l’introduzione di tecnologie innovative in cantina, incentivare il risparmio energetico, incrementare la sostenibilità del ciclo produttivo e migliorare la sicurezza sul lavoro.

 

A COSA SERVONO I FONDI Gli aiuti sono finalizzati ad accrescere la competitività delle imprese che operano in un contesto di filiera e sono previsti per la costruzione e ristrutturazione di immobili, l’acquisto di impianti e macchinari specifici, l’allestimento di negozi per la vendita diretta dei prodotti aziendali o la creazione di siti internet per l’e-commerce. Un’opportunità, quest’ultima, importante per consentire ai piccoli viticoltori di far conoscere le proprie produzioni nei mercati nazionali e internazionali.

 

IL BUDGET Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino con le proprie uve e lo vendono direttamente come attività connessa; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto con materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci.

Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti.  Circa la dimensione economica dei progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro.

 

GLI AIUTI E LE GRADUATORIE La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi. Tra i criteri di priorità adottati per la formazione delle graduatorie figurano: le produzioni bio e certificate, le etichette Dop ed Igp, l’appartenenza a forme aggregative di filiera, il risparmio energetico. In caso di parità di punteggio la precedenza andrà ai progetti che riguardano i maggiori quantitativi di uva e gli investimenti con minore importo di spesa ammissibile.

 

LE DOMANDE Le domande vanno presentate entro il 15 novembre secondo le modalità stabilite dall'Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura (Agrea).


05 agosto 2019
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