Agroalimentare

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Etichettatura degli alimenti, Ciocca (Lega): «Nuova presa in giro della Commissione, scelta solo commerciale»


ROMA - «Nei prossimi giorni chiederò conto alla Commissione europea per questa ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini». Lo afferma l'eurodeputato Angelo Ciocca (Lega) che interviene dopo la pubblicazione da parte della Commissione di «un regolamento totalmente inutile allo scopo» per quanto riguarda l'etichettatura dell'origine delle materie prime in etichetta. «L’ennesimo regolamento “all’europea” che doveva servire ad informare sull’ingrediente primario del prodotto quando questo proviene da un Paese diverso rispetto a quello di lavorazione e confezionamento» afferma l'eurodeputato.

 

Secondo Ciocca «appare evidente, però, che gli interessi commerciali hanno avuto ancora una volta la meglio rispetto alla corretta informazione che dovrebbero avere i cittadini vista l’esclusione dalle nuove norme per i marchi registrati. Basta quindi registrare il marchio e il gioco è fatto! Ma l’Europa è trasparente e non ci nasconde nulla, proprio per questo ha deciso di aprire una consultazione pubblica. Peccato che di pubblico troviamo ben poco. Testo esclusivamente in inglese e nessuna informazione di pubblicazione. Eppure i cittadini versano quotidianamente contributi all’Europa. Insomma una consultazione pubblicata esclusivamente per grandi imprese e associazioni di categoria strutturate a livello europeo».

 

Il titolo della regolamentazione proposta dalla Commissione è «... rules for the application of Article 26(3) of Regulation (EU) N° 1169/2011 of the European Parliament and of the Council on the provision of food information to consumers, as regards the rules for indicating the country of origin or place of provenance of the primary ingredient of a food where different to that given for that food» (regole per l'applicazione dell'articolo 26(3) del Regolamento (EU) N° 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle disposizioni per le informazioni alimentari ai consumatori, per quanto riguarda le norme per indicare il Paese di origine, o il luogo di provenienza, delle materie prime del cibo dove siano diverse da quelle indicate per quel tipo di alimento». https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/initiatives/ares-2018-34773_en

 

«Mentre in Italia partono costose campagne pubblicitarie/elettorali sull’etichettatura dei prodotti - conclude Ciocca - l’Ue, come si poteva immaginare, impone il suo diktat».

 


09 gennaio 2018
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