Agroalimentare

foto articolo newsageagro

Expo, da Piacenza una start up innovativa: gli insetti nutriranno gli animali da compagnia


PIACENZA - Una start up innovativa che guarda al futuro e al cibo. L’utilizzo degli insetti per l’alimentazione degli animali da compagnia e, in futuro, forse anche per l’uomo. L’idea è di By-ento, formata da un gruppo di studiosi di Piacenza. La start up è una sorta di “filiera delle menti” perché ha messo insieme le competenze dei ricercatori in diversi campi: dal marketing, all’agronomia, all’entomologia, all’ingegneria dei materiali.

La sfida della start up - che sarà presentata a Expo, in Piazzetta Piacenza l’8 ottobre, grazie alla collaborazione del Comune e dell’Università Cattolica - è quella di produrre mangime per animali domestici con farine realizzate con gli insetti. «Le leggi per gli animali da reddito - spiega Irina Vetere, del management di By-ento - sono molto restrittive, ma quelle sugli animali domestici ci consentono di agire». Gli alimenti potrebbero essere dedicati, per ora, a roditori, pesci e uccelli «anche se stiamo studiando come utilizzarli per altre specie di animali. Ad esempio si può pensare a uno snack». In tutto il mondo esistono un centinaio di nuove aziende che si occupano di questo tema, in Italia un paio.

Di insetti se ne è parlato tanto a Expo e vengono indicati come il cibo del futuro: ricchi di proteine, abbattono i costi di allevamento, l’uso di risorse idriche e il consumo di suolo.

«Il nostro lavoro - continua Vetere - vuole anche contribuire a migliorare le condizioni ambientali, sociali ed economiche, attraverso l’uso degli insetti. Per ora, i più comuni da allevare potrebbero essere i coleotteri».

I competitor sono altri cibi che, però, potrebbero andare incontro a periodi di crisi come la soia o la farina di pesce. Una loro inferiore disponibilità farà salire i prezzi. Inoltre, «il beneficio sociale potrebbe riguardare i Paesi in via di sviluppo. La richieste di basse tecnologie rende disponibile l’allevamento anche ai piccoli agricoltori e sono allo studio risposte per gli allevamenti automatizzati».

Per un eventuale uso umano, resta il problema del gusto o dell’approccio al cibo nella patria dell’enogastronomia.

Vetere fa subito un esempio: «Fino pochi anni fa proporre il sushi, il pesce crudo, al consumatore occidentale era tabù. Oggi è diventato trendy e il sushi si abbina ai vini Doc».

La squadra del cibo del futuro è composta da Francesco Meles (l’ideatore, laureato in Scienze agrarie  e specializzato in Produzioni animali), Irina Vetere (management), Maria Cristina Reguzzi (ricercatore di Agronomia ed entomologa), Claudia Sotgia (entomologa), Stefano Filios (ingegnere dei materiali) e Donato Lo Re (ricercatore con un Ph D in Diritto del lavoro).

 

(nella foto, il gruppo di ricercatori di By-ento)


06 ottobre 2015
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