Agricoltura

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Fattura elettronica, convegno a Rimini: «Positivo il bilancio del primo anno»


FORLI' - Non più tardi di un anno fa, la scadenza del 1 gennaio 2019 era vista dagli operatori economici del settore privato come un preoccupante spartiacque tra un “prima”, conosciuto e consolidato, e un “dopo” totalmente sconosciuto. Al centro di questo passaggio travagliato c’era la fatturazione elettronica, entrata in vigore proprio il 1° gennaio di quest’anno, successivamente a quanto invece avviene tra la Pubblica amministrazione e i suoi fornitori che regolano i loro scambi commerciali con questa modalità già dal 31 marzo 2015.  

 

A illustrare il primo bilancio al prossimo convegno organizzato da ConsulenzaAgricola.it sulle Novità Economico-Fiscali 2020 che si terrà al Palacongressi di Rimini il 18 dicembre 2019, sarà Rossella Orlandi,  direttore regionale all’Agenzia delle entrate dell’Emilia Romagna.

 

Orlandi, a circa un anno dall’introduzione della fatturazione elettronica quale bilancio è possibile stilare?

«Molto positivo, a partire dai risultati operativi  che contano in oltre 1,6 miliardi le fatture elettroniche veicolate da Sdl in 9 mesi con un tasso di scarto di appena il 2,58%; in 3,7 milioni gli operatori Iva che hanno emesso fattura elettronica; in oltre 200mila gli accessi giornalieri al portale F&C e ai servizi gratuiti offerti dall’Agenzia delle entrate e in più di 100mila gli utenti che hanno utilizzato le procedure Web e App dell’Agenzia per generare e inviare le fatture elettroniche. Anche i riscontri che arrivano dai ritorni sul fronte degli operatori Iva, degli intermediari, delle associazioni di categoria sono positivi dal momento che l’Agenzia delle entrate e Sogei hanno saputo gestire  egregiamente le richieste di aiuto, particolarmente numerose nei primi mesi dell’anno, e non si è verificato nessun blocco o particolari criticità tecniche degli operatori. A questo bisogna aggiungere l’interesse e le dichiarazioni manifestate da tutti i Paesi Ue e anche extra Ue che indicano ormai il processo di fatturazione elettronica italiano come best practice a livello internazionale, con la Francia e altri Stati che stanno provando a replicare il nostro processo. A livello Ue siamo il primo e unico Paese che ha centrato l’obiettivo dell’Agenda digitale europea in base alla quale la gran parte degli operatori Iva devono redigere la fattura elettronica».

 

Esistono alcune criticità  su cui è ancora necessario lavorare/intervenire?

«Come tutti i processi nuovi e impattanti sull’organizzazione di lavoro degli operatori, la difficoltà maggiore è stata quella del cambio di abitudine per arrivare tutti a generare, emettere e ricevere fattura elettronica con il medesimo formato e regole. Ma i numeri ci dicono che questo cambio operativo è stato acquisito molto rapidamente e non era poi così complesso come qualcuno lo dipingeva in passato».

 

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate dalle aziende?

«I numeri e, in particolare, il tasso di scarto ci dicono che il processo di fatturazione elettronica è stato metabolizzato rapidamente, quindi particolari difficoltà non sono state registrate; direi che le aziende più strutturate hanno dovuto rivedere i loro processi organizzativi interni mentre i piccoli, come gli artigiani e i commercianti che compilavano le fatture su carta, hanno dovuto imparare e redigerle sul computer».

 

Nel medio periodo è prevista l’estensione della fatturazione elettronica anche ai regimi fiscali oggi esclusi?

«Si tratterebbe di una modifica normativa che al momento non esiste. L’Agenzia applica la normativa in essere».

 

A quanto ammontano le maggiori entrate fino a oggi registrate dovute alla fatturazione elettronica, grazie alla quale è stata contrastata l’evasione fiscale? Quali sono le previsioni da qui a fine anno e per il 2020, quando scatterà l’obbligo generalizzato anche per l’invio telematico dei corrispettivi?

«I dati ufficiali dei versamenti Iva per scambi interni nei primi 9 mesi del 2019 evidenziano una crescita di circa 2 miliardi  di euro rispetto al medesimo periodo del 2018. Non è possibile stabilire una correlazione diretta tra questa variazione positiva e l’introduzione della fattura elettronica, tuttavia va anche evidenziato che la crescita dell’Iva sta avvenendo nonostante una riduzione del Pil (Prodotto interno lordo, ndr) nazionale».


05 novembre 2019
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