Agricoltura

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Il Veneto firma il Patto per lo zucchero e con l'Emilia Romagna coinvolgerà Bruxelles


PADOVA - Un patto in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna).

 

COINVOLTA LA UE «Non basta fare catenaccio tra Regioni e associazioni dei produttori. Di fronte alla forte concorrenza - ha rilanciato l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando il 9 aprile a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere made in Italy rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli - ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento, l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali sane, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del made in Italy, a cui non intendiamo rinunciare».  

 

FONDI DAL PSR VENETO Dal canto suo, la Regione Veneto ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. «E’ una misura a duplice valenza - sottolinea Pan - perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso,  aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie». «Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera corta, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore».

 

PONTELONGO Lo stabilimento di Pontelongo, fondato nel 1910, rappresenta oggi il primo zuccherificio nazionale per storia, il secondo dopo Minerbio (Bologna) per numero addetti e volume di produzione con circa 140.000 tonnellate di zucchero prodotte ogni anno. Vi afferiscono circa 2 mila aziende bieticole a nord del Po, dal basso Polesine al Veneto Orientale. Impiega un centinaio di dipendenti stabili e oltre 130 stagionali durante la stagione saccarifera. Gli investimenti industriali realizzati dal 2010 ad oggi hanno consentito migliorìe energetiche tali da risparmiare 20 mila tonnellate di petrolio.

 

«La produzione bieticola è un primato del Veneto - ha ribadito l’assessore - che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto e emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali».

 

(sotto, da sinistra il pubblico; Pan e Gallerani, il patto)


09 aprile 2018
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