Agroalimentare

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Inchiesta sui succhi allungati con acqua e zucchero, Confagricoltura: «Chi truffa ci danneggia»


FIRENZE - «Come agricoltori da sempre in prima linea in difesa della qualità del prodotto e per le garanzie per i consumatori. Vogliamo complimentarci con la Guardia di Finanza e le altre istituzioni che hanno smascherato la truffa del finto succo di mele biologico»: lo ha dichiarato Antonio Tonioni, vicepresidente di Confagricoltura Toscana e presidente sezione prodotto ortofrutta, che commenta così la maxi frode nella produzione e commercializzazione di prodotti biologici per un valore di oltre 6,5 milioni di euro scoperta grazie all'operazione Bad Juice condotta da l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Pisa, con la collaborazione di Eurojust.

 

L'inchiesta ha portato a 9 arresti, al sequestro di sei società e di beni per un valore di 6,5 milioni. Secondo gli inquirenti, la gang avrebbe prodotto in modo illecito e commercializzato succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine e falsamente dichiarato biologico di origine europea. I succhi sarebbero stati prodotti in stabilimenti in Serbia e Croazia, ma gestiti da due imprenditori pisani.

 

«Situazioni di questo genere - spiega Tonioni - provocano danni diretti alla nostra agricoltura sia per l’immagine negativa sia per il mancato utilizzo delle mele toscane, visto che l’azienda in questione ha sede in Toscana e poteva utilizzare prodotto disponibile localmente favorendo così l’economia locale e utilizzando un prodotto di qualità certa e certificata».

 

«Di certo visto che, purtroppo, il prezzo delle mele da trasformazione è veramente irrisorio, parliamo di pochi centesimi al Kg tanto da non coprire a volte nemmeno il costo produzione, non si capisce che senso abbia quello di voler usare mele non utilizzabili, se non con l'intenzione di realizzare una vera e propria azione delinquenziale a danno dei consumatori e dei produttori toscani di mele che per tenere alta la qualità del proprio prodotto sono costretti a enormi sacrifici» conclude Tonioni.


01 luglio 2019
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