Agroalimentare

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La frutta esotica made in Italy è la nuova protagonista nell'ortofrutta, fatturato di 12 milioni


VERONA - Il settore delle colture subtropicali made in Italy si affaccia sul mercato italiano e internazionale come nuova frontiera dell’agricoltura nostrana. Non più solo per mango, avocado o papaya ma anche per frutti un tempo inimmaginabili come banane, passion fruit e, da un anno, persino caffè. Si tratta di un business che ha già raggiunto i 12 milioni di euro su 400 ettari sparsi in tutt’Italia ma potrebbe più che decuplicare se si considera la forte crescita della domanda di prodotto italiano che fa impennare i prezzi e che gli areali potenziali in tutta la Penisola, arrivano a circa 10mila ettari. All’emergente settore della frutta esotica nostrana dedica un ampio reportage l’ultimo numero del “Corriere Ortofrutticolo” a firma di Mariangela Latella.

 

I PRODUTTORI SICILIANI Alla componente forte dei pionieri siciliani (Andrea Passanisi nel Catanese, ad esempio, i fratelli Palazzolo nel Palermitano o, ancora, Pietro Cuccio nel Messinese) che hanno iniziato con i primi test circa 15 anni fa, si vanno aggiungendo nuovi produttori a caccia di colture alternative a quelle tradizionali come l’azienda agricola Cairo & Doutcher di Uzi Cairo a Copertino (LE).

 

I BRAND Sul mercato si sono costituiti oltre Sicilia Avocado anche Etna Mango o, ancora, Papaya di Sicilia. Da due anni si è anche costituita la prima associazione regionale, che si chiama ‘Frutta tropicale siciliana’ e che raccoglie una trentina di aziende e che punta a diventare ache un’aggregazione produttiva più organizzata.

 

Fino ad oggi la Gdo italiana sembra guardare allo sviluppo di questa nuova filiera dalla finestra anche se le grandi organizzazioni o i brand ad essa collegati (come il gruppo Spreafico, Orsero o Mc Garlet), sono già entrati nella partita con le prime produzioni nell’Isola.

 

IL FUTURO Paradosso dei paradossi, mentre le colture tradizionali italiane, come gli agrumi, patiscono i colpi della crisi globale e soccombono sotto i colpi della concorrenza, la strada dei frutti tropicali offre interessanti opportunità per l’export anche nelle stesse aree produttive originarie come il Sud-est asiatico.


06 agosto 2019
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