Latte

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Lactalis punta a Nuova Castelli, Lombardia e Coldiretti: «Attacco al Parmigiano e alle altre Dop»


MILANO - La Lombardia e Coldiretti lanciano l'allarme per un possibile nuovo shopping francese ai danni del latte italiano. «Apprendiamo con preoccupazione la possibilità di una ulteriore acquisizione da parte dei colossi francesi di trasformazione del latte della Nuova Castelli, azienda leader nazionale nell'esportazione di Parmigiano Reggiano e di prodotti Dop lombardi, che ha stabilimenti anche a Pavia e Abbiategrasso». Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, in merito alla notizia di una trattativa in corso per l'acquisizione da parte della multinazionale francese Lactalis della Nuova Castelli. Occorre fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat alla Lactalis. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel commentare con preoccupazione le trattative in corso per l’acquisizione della Nuova Castelli da parte della multinazionale francese Lactalis che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e detiene circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario.

 

«Le multinazionali francesi detengono il 30% del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario. È necessario procedere alla approvazione della legge di tutela dei marchi storici per evitare che i colossi stranieri possano rafforzare posizioni egemoniche nel settore agroalimentare italiano, determinando così il futuro della nostra agricoltura» ha aggiunto l'assessore regionale lombardo.

 

«Di questo passo si rischia la dipendenza alimentare - ha concluso Rolfi - consegnando ai capitali stranieri il valore derivante dalla trasformazione della materia prima con evidenti ripercussioni sul prezzo del latte. Siamo pronti come Regione Lombardia a fare sistema affinché l'Italia agisca per tutelare la propria sovranità alimentare».

 

«L’operazione - sottolinea Coldiretti - rafforzerebbe l’egemonia francese mettendo le mani su prodotti italiani a denominazione di origine (Dop) più venduti nel mondo, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, fino al Gorgonzola, al Taleggio, alla Mozzarella di bufala campana e al Pecorino Toscano. La Nuova Castelli è tra l’altro uno dei maggiori esportatori italiani di Parmigiano Reggiano ed è una realtà specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari con oltre 1.000 dipendenti distribuiti su circa 20 impianti in Italia e all`estero. Nel 2018 la società ha avuto un giro d'affari di 460 milioni. La difesa dei marchi storici è necessaria perché - afferma Prandini - si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali. In questo caso, l’interesse nazionale è anche legato alla tutela delle denominazioni dalle falsificazioni che si moltiplicano nei diversi continenti con Grana Padano e Parmigiano Reggiano che sono i prodotti agroalimentari più imitati nel mondo che diventa Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile o altro anche più fantasioso senza dimenticare i formaggi similari che si moltiplicano anche in Europa».

 

La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare Made in Italy dopo «che ormai - conclude la Coldiretti - circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione».


22 maggio 2019
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