Agricoltura

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Lombardia, Fava: si devono aggregare le imprese per avere vantaggi nei finanziamenti della UE


MANTOVA - «Un anno complicato, quello appena vissuto, che testimonia ulteriormente la capacità e la forza dell'organizzazione cooperativistica. Il settore dell'ortofrutta è una voce che interessa, in Lombardia, un comparto che non possiamo trascurare, ma in una logica in cui la Regione si occupi delle regole e il mercato determina le sorti delle imprese». Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, intervenendo, oggi 17 dicembre, all'Assemblea generale dei soci di Apol industriale a Rivarolo Mantovano (Mantova).

SOSTENERE LO SVILUPPO «Le proposte a favore delle imprese vengano dalle imprese stesse, in forma più o meno aggregata,
modalità che l'Europa sostiene - ha chiarito l'assessore - noi dobbiamo far sì che si sostenga finanziariamente lo sviluppo. Ma non invertiamo il rapporto: sono le imprese che, facendo massa critica, hanno un osservatorio privilegiato, che può andare a vantaggio di tutti». Fava ha ricordato che «il settore dell'ortofrutta arriva da un anno difficile. La competizione è avvenuta in un mercato abbastanza fragile, con un quadro
climatico senza precedenti per chi lavora in agricoltura. Stiamo operando su diversi scenari, innanzitutto sul Psr, che, per prima, la Lombardia ha completato». Lì ci sono finalità e risorse, maggiori rispetto al passato.

RISORSE AUMENTATE, ORA VANNO SPESE BENE «Le abbiamo aumentate del 14,5 per cento rispetto alla vecchia programmazione» ha
ricordato l'assessore. Ora tocca spenderle bene, adeguandone l'impiego a un modello di sviluppo che qualche contraccolpo lo ha avuto. Mi auguro che l'ipotesi di accorpare l'approvazione dei Psr sia superata: ho scritto in tal senso al ministro, ricordando che noi siamo già nelle condizioni di mettere subito a disposizione le risorse». «Se Bruxelles rinvia a giugno l'approvazione - ha affermato - prima di fine anno non potremmo fare i bandi. E' necessario che anche dal mondo delle imprese arrivi una certa mobilitazione: per spiegare che non possiamo
attendere oltre l'approvazione del Psr per colpa di chi non ha lavorato in tempo. Su questo sollecito riflessione e un minimo di mobilitazione: le aziende stanno aspettando le risorse».

RISCHI E ASSICURAZIONI «Il sistema delle Regioni - ha spiegato Fava - ha rinunciato a un miliardo e 650 milioni di euro a favore dello Stato per fare il piano operativo sulle calamità. Un miliardo e 650 milioni che dovrebbero servire perché tutti i soggetti possano avere accesso a polizze assicurative in modo agevolato, centralizzando la gestione». Sarà più facile spuntare condizioni migliori? «Con questa massa di denaro ha osservato Fava - ci dicono che in teoria sarà possibile ottenere condizioni economiche migliori. Nei prossimi mesi assisteremo a questa grande gara che assegnerà a un broker gestione del rischio e possibilità di assicurare le imprese attraverso una convenzione nazionale. A
quel punto ci saranno pochi alibi: chi è  assicurato un minimo di ristoro lo avrà in caso di necessità. Noi quantifichiamo i danni, ogni volta che è necessario, attraverso le delibere regionali, ma di risorse a oggi non ce ne sono. Dunque, il rischio assicurabile va assicurato, chi non lo fa, sappia che non ci sono altre modalità. Lo Stato ha scelto: nel momento in cui non ci si assicura, ci si assume il rischio e gli oneri conseguenti».

AGGREGAZIONI BEN VISTE DA UE «La linea della Ue è chiara - ha ricordato Fava - nella nuova pianificazione le modalità aggregative sono un obiettivo, nella nuova politica agricola comune tutto ciò è che è aggregazione di impresa, sia di tipo cooperativistico che come organizzazione di prodotto, è sostenibile in modo agevolato. Puntando a verticalizzare le filiere produttive, dalla semina al consumatore. Per avere maggiori vantaggi nei finanziamenti. L'aggregazione in agricoltura è dunque una prassi europea ed è modalità che la Ue agevola e sostiene con il Psr».

CONVEZIONE CON ISMEA Infine, Fava ha ricordato che «stiamo negoziando una nuova convenzione con Ismea sul sistema delle garanzie al credito a tutela delle imprese, abituate fin qui a ottenere sostegno grazie al  patrimonio». «Ora serve che le imprese facciano uno sforzo presentando i Bilanci - ha auspicato, in conclusione, l'assessore - ma dall'altra parte occorre che questo sforzo sia riconosciuto dal sistema
creditizio».


17 dicembre 2014
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