Agricoltura

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Lombardia, altri 3,8 milioni per le reti contro la cimice asiatica


MILANO - La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, destinerà altri 3,8 milioni di euro alle imprese agricole per l’installazione di reti anti-insetto in ambito ortofrutticolo e florovivaistico, con particolare riferimento alla prevenzione dei danni apportati dalla cimice asiatica. Sale così a 12,5 milioni il totale distribuito dal 2017 a oggi a 409 aziende agricole lombarde per questa misura.

 

I FINANZIAMENTI «Nel 2019 - ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia che il 6 febbraio a Palazzo Lombardia ha riunito i rappresentanti delle associazioni di categoria per fare il punto della situazione - le coltivazioni hanno subito danni devastanti per colpa delle specie invasive. Su tutte, la cimice asiatica nel comparto frutticolo. Grazie a queste risorse finanziamo fino all’80% l’installazione delle reti anti-insetto e le relative strutture di sostegno. Non sono la soluzione definitiva, ma permettono di salvare i raccolti e fino a questo momento risultano essere il metodo di prevenzione più efficace». Oltre a confermare come la Lombardia sia impegnata in tutti i tavoli tecnici e provvederà, nel rispetto delle procedure definite a livello nazionale, a individuare alcuni siti di lancio del parassitoide della cimice, l’assessore Rolfi ha affermato la necessità di indagare e approfondire ulteriori strategie di lotta.

 

UNIVERSITA' DI TORINO A tal proposito, nelle prossime settimane la Regione Lombardia, in collaborazione con il professor Alberto Alma dell’Università di Torino, avvierà la valutazione in campo di prodotti ammendanti che, come attività accessoria, a seguito di indagini di laboratorio, presentano una buona capacità di interferire con i primi stati di sviluppo della cimice. La tecnica non presenta nessuna interferenza con i parassitoidi della cimice.

 

PROGETTO PILOTA La Lombardia, consapevole che è necessario predisporre una gestione integrata di tutte le possibili strategie di contenimento dell’insetto, sarà la prima regione italiana ad avviare un progetto pilota in ambito frutticolo, sulle coltivazioni di pesche bresciane e pere mantovane. I risultati dell’esperienza lombarda saranno resi disponibili con l’auspicio che possano contribuire al contenimento dei danni causati dalla cimice.

 

OLTRE IL PIANO NAZIONALE «Un'azione - ha aggiunto l’assessore, chiedendo inoltre un ulteriore sforzo al Governo italiano - che testimonia come la Lombardia voglia andare oltre la semplice declinazione locale del Piano nazionale per essere più efficaci possibili sul problema cimice. Gli 80 milioni di euro in tre anni per i danni della cimice asiatica in tutta Italia - ha continuato Rolfi - sono briciole. Mi appello al ministro Teresa Bellanova affinché aumenti questo stanziamento e affinché il Governo torni a rilanciare in sede europea la concessione dell’utilizzo di sostanze chimiche funzionali contro la cimice, in modo consapevole ed equilibrato, per rendere più efficace il contrasto agli insetti e tutelare redditività di filiere altrimenti compromesse». Rolfi ha ricordato che «anche il decreto sull’utilizzo degli antagonisti naturali è fermo da mesi. Non possiamo attendere ancora».

 

LE AZIONI DELLA REGIONE In questi mesi la Regione Lombardia ha provveduto al monitoraggio del territorio e all’installazione di trappole, ha dato parere favorevole per l’utilizzo in uso eccezionale dei prodotti fitosanitari collaborando alla valutazione di prove di efficacia. “Solo sulle pere mantovane - ha spiegato l'assessore - si registrano danni al 70% delle coltivazioni. Sulle mele al 10%, sulla soia al 20%. Su pesche e prugne il danno è del 40%, con punte dell'80% in provincia di Brescia. Gli agricoltori - ha concluso l'assessore Rolfi - non possono andare avanti in questo modo'.

 

Gli stanziamenti totali, suddivisi per provincia, per le installazioni delle reti anti-insetto.

Stanziamenti totali per provincia (dal 2017 a oggi) per installazione reti anti-insetto

Bergamo: 7 aziende 225.418,81 euro

Brescia: 14 aziende - 467.304,88 euro

Como: 40 aziende - 1.428.724,53 euro

Cremona: 5 aziende - 150.635,68

Lecco: 10 aziende - 429.023,51 euro

Lodi: 1 azienda - 72.446,40 euro

Mantova: 111 aziende - 4.028.421,23 euro

Milano: 17 aziende 761.936,60 euro

Monza Brianza: 14 aziende - 662.257,52 euro

Pavia: 2 aziende - 39.847,43 euro

Sondrio: 176 aziende - 3.885.638,62 euro

Varese: 12 aziende - 402.629,04 euro

Totale: 409 aziende 12.554.284,29 euro.


06 febbraio 2020
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