Agricoltura

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Piano nazionale energia, il Consorzio Biogas: «Inutile se non valorizza l'agricoltura»


LODI - «Promuovere il pieno utilizzo del biogas esistente, stimolare lo sviluppo del biometano e favorire tecnologie e pratiche agronomiche che consentano la ricarbonizzazione dei suoli»: sono queste le linee direttrici per favorire la transizione verso un modello circolare di produzione agricola, tracciate dal presidente del CIBPiero Gattoni, in audizione alla commissione Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030.

 

L’agricoltura può partecipare attivamente alla soluzione della crisi climatica grazie alle forti potenzialità di contenimento delle emissioni, di supporto al greening delle reti di distribuzione del gas e di bilanciamento rinnovabile del sistema elettrico italiano.

 

Gattoni, intervenendo in rappresentanza degli oltre 900 soci del Consorzio ha disegnato una strategia per il settore. «Va valorizzato appieno il potenziale di produzione di biogas esistente ponendo un obiettivo di utilizzo di gas rinnovabile pari al 10% del consumo attuale di gas naturale. E’ urgente favorire la riconversione a biometano degli impianti esistenti per ottenere un biocarburante avanzato 100% made in Italy e promuovere l’utilizzo di metano rinnovabile negli usi industriali - dichiara Gattoni - senza trascurare l’attuale patrimonio di produzione elettrica programmabile, che può essere usato per integrare la penetrazione delle rinnovabili non programmabili, come solare ed eolico. Infine vanno promosse tecnologie e pratiche agronomiche di ricarbonizzazione dei terreni agrari italiani attraverso la concimazione organica con il digestato, la fertirrigazione e la diffusione dell’agricoltura conservativa e di precisione». Oggi il biogas agricolo con il 77% degli impianti e il 68% della potenza istallata genera ben l’82% dell’energia elettrica complessiva da biogas.

 

«Grazie a oltre 4 miliardi di investimenti e oltre 12mila posti di lavori stabili generati, il Green New Deal per il settore agricolo è già iniziato» conclude Gattoni. «L’attuale bozza del PNIEC, tuttavia, sottostima notevolmente il potenziale del settore al 2030. Chiediamo che nel PNIEC sia mantenuta la traiettoria di crescita delle bioenergie in linea con gli scenari della SEN a tutela di un patrimonio  acquisito, che, oltre a rafforzare le produzioni agricole di eccellenza e a favorire gli investimenti in innovazione, ha creato un polmone verde che potrà contribuire attivamente a incrementare la fertilità dei suoli e a decarbonizzare la nostra agricoltura».

 

(sotto, Gattoni)


06 novembre 2019
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