Agricoltura

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Pomodoro, Confagricoltura: «Agricoltori uniti al tavolo con l'industria o il settore muore»


PIACENZA - L’incontro con i produttori di pomodoro da industria, che si è tenuto la mattina del 31 gennaio nella sede di Confagricoltura Piacenza, ha visto l’ampia partecipazione che ci si attendeva. La trattativa per la prossima campagna sta, infatti, entrando nel vivo e da parte dei produttori l’attenzione è alta. Sul tavolo, la decisione se presentarsi uniti a una contrattazione, che certamente non è mai stata semplice, oppure iniziare a considerare l’ipotesi, dopo anni di produzioni in perdita e superfici dedicate costantemente in calo, di contrarre ulteriormente quest’ultime e piano piano porsi nell’ottica di rottamare una delle più importanti filiere del comparto agroalimentare. «La situazione, aggravata dall’andamento delle ultime campagne - ha detto Giovanni Lambertini vicepresidente di Confagricoltura Piacenza e presidente della Sezione di Prodotto Pomodoro da industria  - è tale per cui siamo necessariamente ad un punto di cambiamento. Confagricoltura Piacenza ha svolto in questi mesi un incessante lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle Op perché si presentino al tavolo della trattativa unite e chiedano, per il bene dei soci e la sopravvivenza del settore, innanzitutto, un riposizionamento del prezzo che consenta agli agricoltori di recuperare parte della remuneratività che il mercato è in grado di riconoscere». Importante elemento di discontinuità rispetto al passato è proprio la volontà, riportata anche nel corso della riunione, da parte delle Op più rappresentative di affrontare congiuntamente problematiche di settore, programmazione e trattativa.

 

«E’ fondamentale che ci sia trasparenza e lealtà - ha rimarcato Filippo Gasparini presidente di Confagricoltura Piacenza - tra le Organizzazioni di produttori e anche al loro interno. Gli equilibri si giocano tra la libera attività d’impresa, che è un valore, e la necessità di muoversi in modo aggregato, oggi lo strumento più valido che la produzione ha per poter contrattare con la parte industriale». 

 

«E’ indispensabile rivedere i criteri di contrattazione lungo la filiera, ma soprattutto nei confronti dell’industria» ha ribadito Lambertini, registrando il consenso dei presenti che unanimemente hanno anche sottolineato come non sia più possibile, e non si debba in alcun modo, sottoscrivere un accordo quadro che presenti tabelle qualitative con meccanismi aleatori in analogia con il passato. «Deve cessare l’uso discriminatorio che si è troppo spesso fatto della cosiddetta “scaletta” - ha detto Lambertini - divenuta uno strumento per cercare di riposizionare i prezzi in funzione dell’andamento stagionale. Dato che tutta la filiera concorda sull’importanza della qualità del prodotto, chiediamo che vengano adottati parametri condivisi chiari, basati su rilevazioni medie degli ultimi anni, oggettivi ed eventualmente garantiti da enti terzi».


31 gennaio 2019
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