Zootecnia

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Reggio Emilia, Mostra bovine da latte e un convegno dell'Aia sul benessere animale


BOLOGNA - Il benessere animale, in stalla, va certificato. Ed è  esattamente quello che fa il Sistema Allevatori di Aia (Associazione italiana allevatori). Sarà questo, insieme ad altri di attualità, uno dei temi al centro del convegno previsto per venerdì 20 aprile, a partire dalle 10, dal titolo “Allevatori e consumatori, un’alleanza che valorizza la sostenibilità delle produzioni”, appuntamento inserito nel ricco elenco di eventi in programma durante la seconda edizione della Mostra Interregionale delle Bovine da Latte che l’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer) ha organizzato dal 20 al 22 aprile prossimi nei padiglioni della Fiera di Reggio Emilia (http://www.expoconsulting.eu/convegno-araer-bovini-da-latte/).

 

GLI INDICATORI DEL BENESSERE «Da un anno a questa parte - spiega Michele Blasi, direttore del Dipartimento qualità agroalimentare di Aia - stiamo applicando un Disciplinare sulla valutazione del benessere animale in stalla che si basa su 5 specifici indicatori sviluppati combinando il protocollo del Centro di referenza per il Benessere animale (CReBA) dell’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna (Izsler) e l’elaborazione dei risultati ottenuti dai controlli funzionali condotti dai tecnici che quotidianamente si recano negli allevamenti. Tutti i 5 indicatori a cui facciamo riferimento sono legati al benessere animale: vengono infatti valutate le percentuali di grasso e proteine registrate nel latte insieme alla conta delle cellule somatiche che non devono superare le 300mila unità; ad essi si aggiunge il tasso sulla longevità della bovina e il periodo di intervallo legato all’interparto, un altro parametro molto importante che fornisce elementi indispensabili per stabilire lo stato fisiologico dell’animale».

 

LIVELLO BUONO A un anno dall’inizio dell’applicazione del Disciplinare sul benessere animale di Aia, che per il momento ha coinvolto una cinquantina di allevamenti, i risultati sono incoraggianti. «Sì - continua Blasi - in oltre il 90% dei casi la situazione registrata è buona e laddove sono state riscontrate delle non conformità si è proceduto con delle azioni correttive. L’obiettivo è ovviamente quello di arrivare a tutti gli allevamenti del Sistema allevatori, anche attraverso l’adozione e l’analisi di altri parametri come il numero di aborti, la mortalità neonatale e la superficie a disposizione della bovina che stiamo implementando e che contiamo di poter applicare a partire dall’inizio della prossima estate».

 

CERTIFICATORE SUPER PARTES Ma la qualità di questo processo volto a certificare il livello di benessere in stalla sta anche nella terzietà dell’ente certificatore. «Infatti - sottolinea ancora Michele Blasi - è proprio la figura e il ruolo di questo terzo protagonista, assolutamente super partes, a sancire il valore della certificazione. Non solo. Se dalla valutazione degli attuali 5 indicatori previsti l’allevamento in questione ottiene il logo “Filiera allevamenti del benessere”, il medesimo logo può essere utilizzato dal trasformatore a cui quel determinato allevamento conferisce il latte prodotto. Un circuito perfetto che partendo da dati oggettivi certi  li valuta e li certifica per fornire al consumatore una produzione ottenuta nel pieno rispetto, e direi anche qualcosa di più, di quanto prevede la normativa».

Il benessere animale e la percezione che ne ha il consumatore tornano quindi al centro del dibattito, pur nella loro complessità. È anche per questo che al convegno organizzato da Araer il 20 aprile prossimo non mancherà tra i relatori la voce dei consumatori: Rosario Trefiletti, oggi presidente della Fondazione Isscon, Istituto studi sul Consumo.

 

«Siamo convinti che il benessere animale sia è un argomento complicato anche da comunicare all’opinione pubblica - conclude Blasi - ma siamo altrettanto certi che solo la risposta scientifica può sgombrare il campo da equivoci o interpretazioni errate. Il Sistema allevatori è pronto ad affrontare un confronto che, oltre al benessere, preveda l’impegno verso la sostenibilità ambientale, ma anche etica ed economica. Il nostro obiettivo attualmente è, come ho ricordato, quello di arrivare alla certificazione sul benessere animale di tutti gli allevamenti. Contiamo di poter raggiungere questo traguardo entro il 2020».

 

(foto gisimage)


12 aprile 2018
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