Agroalimentare

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Valtidone wine fest, cresce la qualità dei vini piacentini ma per lanciarli servono Consorzi forti


PIACENZA - Una vendemmia di qualità che cade sul decennale del Valtidone wine fest, il festival che esalta i vini della Valtidone, l’exploit della Malvasia sui mercati e la crescita e l’apprezzamento degli spumanti piacentini. Le bottiglie biancorosse, però, per imporsi al di fuori dei confini devono hanno bisogno di Consorzi forti che tutelino i vini e dettino le linee di azione. Tra una degustazione e l’altra - alla prima tappa del Valtidone wine fest a Borgonovo - e tra le tante domande dei visitatori, Antonio Montano, brand ambassador della Cantina Valtidone (aderente all'Unione italiana vini), parla della situazione dei vini piacentini e del loro futuro.

 

Come sta andando la vendemmia?

«L’enologo risponderebbe “lasciateci lavorare”. Ci sarà un calo di prodotto, ma la qualità è prevista essere alta. A condizionare la raccolta, un po’ in tutta Italia, è stato il clima. I cambiamenti in atto hanno fatto registrare un mese di maggio con piogge e cali di temperature che hanno fatto abortire alcune fioriture. Non vanno poi dimenticate le grandinate che hanno colpito duramente in alcune zone. Consideriamo, inoltre, che settembre è appena iniziato. Comunque la qualità c’è».

 

Il Valtidone wine fest tocca la prima delle quattro tappe settembrine e compie dieci anni. Un cammino che ha portato ogni anno a registrare nuovi successi.

«Il Festival è un momento molto importante per tutti i vini della Valtidone. Le nostre tre grandi Doc - Gutturnio, Ortrugo e Malvasia - tengono bene. La Malvasia, in particolare, sta prendendo sempre più piede. La Malvasia ferma e secca incontra il gusto dei consumatori e viene abbinata ai piatti della cucina innovativa (utilizzo di spezie orientali). Un successo dovuto anche al modo di comunicare questo vino. Il Gutturnio frizzante è un classico e sul mercato nazionale e internazionale conquista l’appeal degli appassionati anche con le Riserve, che si affermano in Europa e anche negli Stati Uniti. Cantina Valtidone, ad esempio, esporta anche in Giappone. L’Ortrugo, vino di facile beva, è sempre più apprezzato negli aperitivi e viene spumantizzato, con il metodo charmat, con notevoli risultati».

 

La Cantina Valtidone ha ottenuto molti riconoscimenti in questo 2019. Ora l’impegno sarà quello di mantenere questi livelli di qualità.

«A breve saranno pubblicate le grandi guide e noi attendiamo le conferme alla bontà dei nostri prodotti. Dopo il cambio del Cda, sotto la guida del Presidente Gianpaolo Fornasari, la Cantina ha cambiato marcia introducendo molte novità. Su tutte, si è messa in evidenza la linea 50 Vendemmie, che ha portato anche ai vini bio. Un contributo importante è dato dal lavoro e dalle competenze dell’agronomo Sara Monaco e dall’enologo Francesco Fissore, a cui si aggiunge la consulenza di Giuseppe Caviola, ritenuto l’enologo dell’anno 2019 da Daniele Cernilli di Doctor Wine (cofondatore del Gambero Rosso e inventore dei tre bicchieri, ndr).

 

Come si può far fare il salto di qualità ai vini piacentini e farli affermare sui mercati internazionali?

«Servono strutture forti, Consorzi forti. I Consorzi devono tutelare i vini e dettare le linee di azione, supportati da un buon retroterra di comunicazione e marketing per far comprendere la istintività e l’unicità dei nostri prodotti».

 

La qualità non deve essere solo commerciale, ma anche di prodotto.

«Certo. La qualità dei vini piacentini, dovuta alle capacità di chi li produce e a una straordinaria biodiversità, è cresciuta notevolmente. Ma ci sono ancora tante zone da scoprire. La ricetta è semplice: unire la storia dei territori e la bontà della gastronomia al vino. Attuare tutto questo, però, richiede un impegno serio».

 

L’Italia ha battuto la Francia nell’export dei vini, ma resta ancora il gap del valore.

«Anche in questo caso il ruolo dei Consorzi è fondamentale, naturalmente ci devono essere sinergie con il ministero delle Politiche agricole, con gli istituti che si occupano di export, con le capacità degli imprenditori - ancora oggi frenati dalla burocrazia e dall’accesso al credito - e con la loro voglia di rischiare».

 

Gianfranco Salvatori

 

(sotto, Montano; Marco Profumo presidente del Consorzio vini piacentini con la Malvasia rosa; altre immagini del Festival dei vini piacentini - foto gisimage)


02 settembre 2019
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