Enogastronomia

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Vino, vicino l’accordo tra Europa e Giappone spinto dall'Unione italiana vini


BRUXELLES - Unione Italiana Vini accoglie con grande favore il via libera della Commissione “Commercio Internazionale” (INTA) del Parlamento Europeo, mediante adozione del report dell’onorevole Pedro Silva Pereira (PT), all'accordo di partenariato economico UE-Giappone. Il voto positivo, espresso lunedì 5 novembre, apre infatti la strada all’ultima fase della procedura di approvazione, il voto in seduta plenaria previsto a dicembre 2018. Unione Italiana Vini, soddisfatta per i passi fatti fino ad ora, continuerà a seguire il processo di approvazione e a sensibilizzare gli eurodeputati italiani sull’importanza dell’accordo per il vino italiano: per garantire che le aziende vinicole traggano vantaggio da questo accordo il più presto possibile, la seduta plenaria di dicembre sarà infatti cruciale.

 

GIAPPONE QUINTO MERCATO PER L’UNIONE EUROPEA - L’intesa raggiunta con il Giappone, quinto mercato di esportazione per i vini dell'UE, rappresentano un traguardo estremamente significativo per il vino italiano. Una volta in vigore, infatti, il trattato porterà benefici concreti per le imprese, in particolare l’abbattimento immediato dei dazi doganali sul vino, con risparmi per oltre 112 milioni di euro annui a livello UE, l’autorizzazione a pratiche enologiche fino ad oggi non riconosciute dalla normativa giapponese, la salvaguardia delle indicazioni geografiche, con 100 vini a DOP/IGP europei che avranno lo stesso livello di protezione previsto dalla normativa europea e l’eliminazione di tutti i costi associati alla registrazione delle IG italiane in Giappone per facilitarne la protezione. Una volta ricevuto il via libera dall’Assemblea di Strasburgo, l’accordo entrerà in vigore e l’obiettivo delle istituzioni europee è quello di implementare il testo a partire dai primi mesi del 2019. Una data non rimandabile, considerato il contesto di estrema competizione mondiale, per permettere alle imprese vinicole italiane di riguadagnare quote di mercato perse a causa delle barriere, tariffarie e non, fino ad ora esistenti.

 


06 novembre 2018
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