Agricoltura

Coldiretti Lazio e la responsabilità d'impresa in UE.Coop, Caselli: «La legalità è un vantaggio economico»
ROMA - «Il modello 231 è lo strumento più efficace per superare in fretta lo stato di crisi della cooperazione schiacciata, a Roma e nel Lazio, dal peso dei recenti scandali di Mafia Capitale». Così Aldo Mattia, presidente regionale di UE.Coop, ha iniziato, oggi 7 maggio, i lavori del seminario promosso per diffondere la conoscenza del D. Lgs. 231/2001 che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità penale delle società e degli enti per reati commessi nel loro interesse oppure a loro vantaggio. Responsabilità che viene, però, esclusa qualora la cooperativa oggetto di accertamento risulti in regola con l’adozione del modello di controllo e gestione anticrimine. Un messaggio condiviso dal segretario generale della Camera di Commercio di Roma, Pietro Abate, che ha rilevato come «corruzione e illegalità distruggono l’economia e la coesione sociale».
Ad imprimere autorevolezza e forza al messaggio di rinnovamento etico della nuova cooperazione sono state le presenze di Luigi Giampaolino, presidente emerito della Corte dei Conti e da pochi mesi presidente nazionale di UE.Coop e di Gian Carlo Caselli, oggi presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulle Agromafie fondato da Coldiretti. «Oggi la legalità è vissuta quasi come un fastidio, ma in verità è un vantaggio, perché migliora la qualità del nostro vivere. Pensiamo a quante cose potremmo fare nel welfare - ha detto Caselli - se recuperassimo i 120 miliardi di euro di evasione, i 60 di corruzione e i 150 miliardi della criminalità mafiosa che ogni anno vengono sottratti all’economia legale del Paese».
Il modello 231, per quanto richieda aggiornamenti costanti per limitare al massimo il rischio di reati e di condotte criminose da parte di amministratori e dirigenti delle società, è un adempimento irrinunciabile per le cooperative, in particolare quelle del segmento agroalimentare, che puntano alla distintività etica e che fanno della trasparenza un punto di forza del loro operato amministrativo. UE.Coop, che ha promosso il seminario formativo, è la centrale operativa che assiste le realtà cooperativistiche affiliate Coldiretti. Le società aderenti sono 4.000 in Italia, 500 delle quali nel Lazio.
(sopra, da sinistra Caselli e Mattia)

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