Agricoltura
Export vino in Friuli, Shaurli: «Bene + 8%, ma occorre individuare il target e aumentare il valore»
PORDENONE - «Per promuovere verso ulteriori mercati il vigneto del Friuli Venezia Giulia occorre effettivamente puntare sulla quantità ma non vanno dimenticate le potenzialità insite nelle eccellenti peculiarità che caratterizzano le nostre produzioni». Lo ha ribadito l'assessore regionale friulano alle Risorse Agricole, Cristiano Shaurli, intervenendo alla tavola rotonda “Il valore delle Doc: cresce la viticoltura, migliora l'economia del Friuli Venezia Giulia”, organizzato nell'ambito della manifestazione “Le radici del Vino” a Rauscedo, capitale europea della produzione delle barbatelle della vite.
INDIVIDUARE I TARGET Shaurli ha voluto lanciare un messaggio preciso al mondo enologico regionale, affermando che «per promuovere le grandi prerogative della nostra terra, non solo vitivinicole ma anche agroalimentari, occorre saper individuare il target da raggiungere. Anche i prodotti di nicchia dei quali il Friuli Venezia Giulia è ricco possono infatti trovare adeguata collocazione all'estero. Tutto sta a cogliere l'interesse di chi li può e sa apprezzare e richiedere, di chi si può fidelizzare anche a gusti a volte particolari ma strettamente legati al territorio di produzione. Un percorso che oggi è possibile intraprendere con maggiori prospettive al traino del grande successo che sta riscuotendo il Prosecco nel mondo».
IL VINO HA FATTO SISTEMA Attraverso questo importante strumento di promozione si possono infatti aprire, come ha ricordato Shaurli, reti commerciali e occasioni mediatiche e di promozione finora impensabili o lasciate al caso. La riflessione di Shaurli partiva dalla considerazione che la produzione vinicola del Friuli Venezia Giulia rappresenta soltanto il 2 per cento della produzione italiana e che, finalmente, nel volgere di un anno, il mondo vitivinicolo regionale è riuscito ad accordarsi per fare sistema e massa critica attraverso la costituzione della Doc Friuli e della Doc Pinot Grigio delle Venezie.
AUMENTARE L'EXPORT La produzione vinicola regionale che rientra nei disciplinari delle Doc è pari all'80 per cento: tale dato colloca il Friuli Venezia Giulia ai vertici in Italia. Vi sono comunque delle criticità, segnalate da Shaurli. Per esempio, soltanto lo scorso anno è stata superata la soglia dei 100 milioni di euro nel valore delle esportazioni. Un traguardo importante, ha affermato l'assessore, perché le esportazioni sono fondamentali per stabilizzare la redditività del vigneto regionale. Ma se le esportazioni del Friuli Venezia Giulia sono aumentate dell'8 per cento, nel contempo altre regioni le hanno incrementate in misura esponenziale: il Trentino, che su un territorio molto limitato produce il 2 per cento del vino italiano, esattamente come la nostra regione, ha esportato lo scorso anno un quantitativo di vino di cinque volte superiore rispetto all'anno precedente. Il Veneto, invece, produce vino sei volte di più rispetto al Friuli Venezia Giulia, ma ha esportato un quantitativo di prodotti enologici di quindici volte superiore.
LE ASSOCIAZIONI Alla tavola rotonda, svoltasi nel contesto di un fine settimana dedicato al mondo enologico e all'intera filiera della vite e del vino, hanno partecipato, tra gli altri, Gabriele Castelli (ufficio vitivinicolo Alleanza delle cooperative) che ha sostenuto quanto le doc possano essere uno strumento di rete per attingere alle provvidenze comunitarie e Giorgio Mercuri (presidente nazionale di Fedagri Federcooprative) che ha ricordato come nel primo quadrimestre dell'anno sia aumentato il valore del vino esportato e, nel contempo, non siano aumentate le esportazioni. Mentre Sergio Giacomello, presidente di Fedagri FVG, ha tracciato una fotografia della situazione delle cooperative del settore enologico e Pietro Biscontin, presidente del Consorzio delle Doc FVG, ha illustrato le prospettive di crescita legate allo sviluppo della filiera enologica regionale.
(foto gisimage)

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