Agricoltura

La Cia al Governo: «Cambiare la legge sulla gestione della fauna selvatica, è obsoleta»
ROMA - Un incidente avvenuto a Roma, dove un papà e suo figlio di 20 mesi sono stati aggrediti da un branco di cinghiali, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi drammatici con protagonisti gli animali selvatici, che dimostra l’urgenza di intervenire su una questione ormai fuori controllo. Lo afferma Cia-Agricoltori Italiani, rilanciando la sua proposta di modifica alla legge 157/92 che regola la materia, su cui è mobilitata anche attraverso il progetto “Il Paese che Vogliamo”.
LA RIFORMA «Una riforma radicale, già presentata a Camera e Senato, nata - spiega Cia - dopo il sostanziale flop delle misure tampone adottate negli ultimi anni. Il proliferare dei cinghiali, passati da una popolazione di 900mila capi in Italia nel 2010 ai quasi 2 milioni di oggi (+111%), crea danni milionari all’agricoltura (circa 50-60 milioni di euro l’anno), e non solo. Aumenta il rischio di malattie, provoca incidenti stradali sempre più frequenti e minaccia la sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane».
CHE COSA CAMBIARE Per questo, continua la Cia, è necessario riscrivere e aggiornare la legislazione sulla fauna selvatica, ormai obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale. «Per invertire la rotta, la proposta normativa lanciata da Cia conta sette punti chiave: sostituire il concetto di “protezione” con quello di “corretta gestione”, parlando finalmente di “carichi sostenibili” di specie animali nei diversi territori, tenendo conto degli aspetti produttivi, ambientali e turistici; ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria, garantendo l’effettiva partecipazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività; non delegare all’attività venatoria le azioni di controllo della fauna selvatica, ma prevedere la possibilità di istituire personale ausiliario; rafforzare l’autotutela degli agricoltori; garantire agli agricoltori il risarcimento integrale del danno subito; assicurare un efficace controllo eun’adeguata tracciabilità della filiera venatoria».

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