Latte
Tavolo latte, Fava: «Controlli su quello importato, verifica dei contratti e no agli abbattimenti»
MANTOVA - «Il Tavolo Latte convocato oggi pomeriggio a Mantova è stato molto partecipato e ci ha permesso di stabilire alcune modalita' per fronteggiare questioni molto urgenti, al di là del tema del prezzo, per il quale dovrebbe esistere un Tavolo nazionale gestito dal ministero delle
Politiche agricole, ma che mi risulta essere un fallimento colossale». Lo ha dichiarato l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, al termine del Tavolo Latte convocato questo pomeriggio nella sede territoriale di Regione Lombardia a Mantova, un incontro molto partecipato che ha definito «con un esito moderatamente positivo».
I PARTECIPANTI All'incontro era presente tutta la filiera, da Assolatte al sistema cooperativo, dalle rappresentanze agricole sindacali alle organizzazioni di prodotto. Il Tavolo Latte è stato aggiornato al prossimo 30 marzo a Mantova, per permettere alla filiera di operare una mappatura più precisa sui flussi produttivi di materia prima e su eventuali esuberi, che potrebbero essere, ad oggi, circa 100 stalle.
VERIFICA DATI «Già da domani affluiranno i dati di tutte le situazioni contrattualistiche sospese - ha detto Fava - per quantificare il problema e affrontare soluzioni il prossimo 30 marzo. I dati ministeriali indicano un aumento della produzione lattiera lombarda pari al 2,5%, ma la percezione che abbiamo è che l'incremento sia stato maggiore. Il mio auspicio è che per qualche mese l'import di latte dall'estero venga sostituito dal latte lombardo e nazionale, per evitare che le nostre stalle debbano gettare il latte».
NO AD ABBATTIMENTO NOSTRI CAPI Dall'assessore è arrivato un commento sulla politica comunitaria di gestione della crisi lattiero casearia. «Sono contrario a modalità strambe come l'abbattimento dei capi - ha valutato - perché noi produciamo il 70% del nostro fabbisogno. Lo facciano eventualmente altri Paesi, come l'Irlanda, che produce il 140% del proprio fabbisogno».
IL PIANO STRAORDINARIO SULLE AFLATOSSINE Per gestire la questione aflatossine, ha annunciato l'assessore Fava, mercoledì prossimo la Giunta lombarda si esprimerà su una delibera legata al Piano straordinario per le aflatossine. «Prevediamo oltre 6.000 sopralluoghi, che coinvolgeranno la quasi totalità degli allevamenti lombardi, per avere in circa 45 giorni un'analisi dettagliata della situazione e quantificare il fenomeno. Avremo anche una importante novità, che riguarderà il controllo, e non solo sulle aflatossine, del latte importato, per rassicurare i produttori, la trasformazione e soprattutto i consumatori».
I BANDI SULL'AGROINDUSTRIA «In questi giorni ho banalizzato il concetto - ha riassunto Fava - affermando che non avremmo dato i soldi alle industrie che trasformano latte francese o tedesco o materia prima importata. E' così, in effetti, e nella misura legata all'innovazione nell'agroindustria elaboreremo una serie di parametri di accesso e specifici punteggi per poter fare politica agricola-industriale. Si tratta di misure
finanziarie e dunque con un iter più complesso, ma per la prima volta prevederemo paletti differenziati in modo netto, che vanno dalla contrattualistica alla provenienza della materia prima, dall'esistenza di contratti al fatto che chi accederà dovrà fare sviluppo».
PIANO QUINQUENNALE Alle imprese che accederanno alla misura, dunque, «Regione Lombardia chiederà un piano quinquennale e deve essere effettivamente una pianificazione positiva di sviluppo, non di diminuzione della trasformazione. Non siamo appassionati di decrescita felice e non siamo intenzionati a finanziare chi non investe e non favorisce concretamente lo sviluppo rurale e la crescita delle filiere lombarde».
(foto gisimage)
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