Agricoltura

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Unione agromeccanici di Confai e Unima, i sindacati: positiva per il rilancio dell'agricoltura


SIENA - «Oggi Confai e Unima compiono un passaggio storico e questo deve portare anche altre rappresentanze sindacali a discutere per dare nuove risposte agli associati, perché ci viene disegnata un’agricoltura che sta andando bene, invece non è così: dobbiamo recuperare il mercato nazionale e affrontare i mercati esteri; dobbiamo riappropriarci dei marchi storici e di quella parte dell’industria che non è più italiana. Dobbiamo fare rete con i contoterzisti, perché o ci salviamo tutti o non si salva nessuno». Lo ha detto Franco Verrascina, presidente di Copagri, intervenendo all’assemblea generale unitaria del sistema agromeccanico di Unima e Confai, che si è tenuta sabato scorso a Sarteano (Siena).

«Come Copagri abbiamo sempre dialogato con le imprese di meccanizzazione agricola e i loro sindacati di rappresentanza - ha dichiarato Verrascina - e di certo continueremo a farlo». Anche Alberto Giombetti, responsabile dell’Ufficio di presidenza e delle relazioni esterne della Cia, ragiona su un cambio di rotta dell’attività di rappresentanza, per dare una risposta maggiormente puntuale alle esigenze del sistema agricolo. «Abbiamo avuto una crescita significativa - ha detto - nonostante oggi l’agricoltura sia in crisi. Dobbiamo anche saper leggere i dati, perché rispetto alle aziende censite dall’Istat, che sono 1,6 milioni, dobbiamo tenere conto della forbice tra le 190mila imprese che assumono dipendenti, le 390mila aziende iscritte all’Inps e un milione che beneficiano della Pac. Se prendiamo la media aziendale delle imprese professionali abbiamo una Sau superiore alla Germania e inferiore alla Francia e abbiamo un’età media delle imprese professionali di 49 anni».

Presente per Coldiretti Albano Agabiti, che ha rimarcato il ruolo dell’agricoltura. «È vero che abbiamo una crisi di mercato in atto che non ha precedenti nella storia, perché colpisce tutti i comparti - ha commentato - ma non dimentichiamo che l’agroalimentare è l’unico settore che ha espresso costantemente un Pil attivo». «Abbiamo il maggior valore aggiunto ad ettaro al mondo - ha puntualizzato Agabiti - e abbiamo sempre più bisogno di un contoterzismo avanzato, tecnologico, a basso impatto ambientale».

Storicamente vicini alle imprese di meccanizzazione agricola, un plauso al percorso di riunificazione è arrivato anche da Carlo Zamponi di Unacma: «Siamo insieme in Enama e possiamo far sentire la nostra voce».


30 maggio 2016
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