Enogastronomia

Alimentare, certificazione Kosher: come ottenerla per rendere abbordabile il mercato americano
PIACENZA - Nei precedenti due articoli abbiamo riportato i dati che stanno dietro a questa importante forma di certificazione alimentare. Oggi completiamo questo quadro d'insieme spiegando, in sintesi, come avviene il processo di certificazione. Innanzitutto diciamo che a questo marchio possono essere ammessi non solo i prodotti finiti, ma anche i semilavorati intermedi. Quelli, per intenderci, che insieme ad altri portano al prodotto finito. Facciamo un esempio. Si può certificare un prodotto dolce da forno come una merendina, ma si può anche certificare solamente le granelle di zucchero che decorano la merendina o i vari ingredienti che partecipano alla realizzazione completa del prodotto finito.
LA PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE Per avviare la procedura di certificazione (che dura globalmente dai 2 ai 3 mesi) occorre rivolgersi a qualcuno che conosca ilpercorso e vi aiuti nella compilazione dei vari form in lingua inglese o, se si preferisce, compilando direttamente i documenti che si possono trovare sul sito dell'organizzazione (www.oukosher.org). Normalmente questi documenti riguardano notizie sull'azienda, sul prodotto o i prodotti da certificare e sulle procedure di lavorazione da adottare. È giusto sapere che anche i singoli componenti del prodotto ed i suoi eventuali eccipienti devono essere certificati da un'Ente kosher. Dopodiché s'inoltra la domanda, anche per e-mail, e si attende di ricevere un bollettino di pagamento. Si consideri che il processo completo di certificazione comporta una spesa complessiva stimabile intorno ai 5 mila euro. Spesa che va programmata per ogni anno in cui si richiederà il rinnovo della certificazione. Fatto il pagamento, si riceverà la visita di un Rabbino certificatore che verificherà quanto esposto nella documentazione con la realtà dei fatti e, nel caso ci fossero delle osservazioni, indicherà in che modo adeguare la produzione affinché possa beneficiare della certificazione. Una volta tutto sia stato sistemato, verrà rilasciata la documentazione comprovante l'iscrizione del prodotto, o dei prodotti, nel registro kosher e si sarà abilitati all'utilizzo del marchio OU.
Ricordiamo che questo è uno dei marchi presenti per questo tipo di certificazione. Altri se ne trovano e tutti, più o meno, utilizzano la stessa trafila per il riconoscimento. Ad oggi OU è il marchio maggiore. Quello che conta oltre 600mila prodotti certificati al mondo in oltre 80 Paesi. Con questa certificazione il mercato degli Stati Uniti è più vicino e più facile da abbordare, soprattutto per i prodotti italiani. Sia i consumatori USA, sia la certificazione kosher, infatti, sono ghiotti di prodotti Made in Italy e, tramite l'ente certificatore è possibile avere accesso a servizi importanti come, ad esempio, lo studio e la definizione del packaging migliore, l'introduzione a fiere specifiche del settore e a contatti diretti con importanti buyers.
Pietro Busconi

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