4 Aprile 2013 - ore 06:24

I VINI LOMBARDI SI PRESENTANO PER VINITALY E IL SETTORE REGISTRA UN BOOM DELL'EXPORT

I vini lombardi si stappano sempre più sui mercati europei e Nord americani, ma la bussola dellʼexport punta con decisione anche verso Giappone, Hong
Kong e Messico. A confermarlo, a pochi giorni dalla 47ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati in programma alla Fiera di Verona dal 7 al 10 aprile, sono i dati Istat. Per i vini lombardi, infatti, il 2012 si è chiuso con una crescita dellʼexport dellʼ11,2%, quasi il doppio del già lusinghiero +6,5% registrato a livello nazionale. In totale, lʼexport del settore vinicolo lombardo ha raggiunto il valore di 237 milioni di euro.
Questa eccellenza del mondo agricolo è stata presentata oggi, 27 marzo, a Milano, al Pirellone, alla presenza del neo presidente della Giunta, Roberto Maroni.
Moderata dal giornalista Davide Paolini (Il Sole 24 Ore), la giornata ha visto al tavolo anche l'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava, Emanuele Bertolini, presidente Camera di Commercio di Sondrio e membro del Consiglio di Unioncamere Lombardia, ed Ettore Riello, presidente di
Veronafiere. Diversi i consorzi lombardi del vino presenti alla conferenza stampa: Mantova, Valtellina, Franciacorta, Oltrepò pavese.
"La crisi nel settore agricolo si è sentita un po' meno - ha detto Fava - ma è proprio da qui che dobbiamo ripartire, estendendo anche la comptenza dell'agricoltura all'agroalimentare. E' necessario che i territori si facciano sentire da soli in Europa e la prossima settimana chiedero di parlare con Bruxelles delle politiche agricole del Nord". Duro il commento sulla tutela dei nostri marchi contro la contraffazione: "I prodotti italian sounding valgono circa 60 miliardi l'anno in tutto il mondo. Cìè chi se ne approfitta. Questo denaro va recuperato chiedendo anche leggi di tutela alla Ue. Agli agricoltori, invece, chiediamo meno divisioni e più condivisione".
Bertolini ha citato l'esempio valtellinese di unità che ha portato i viticoltori ad agire con una voce sola. Un modello da esportare: "Anche la Lombardia si muova all'estero cin modo unito". E sulla contraffazione, Bertolini ha bacchettato "gli italiani che vanno all'estero a produrre con i nostri marchi. In India, ad esempio, sono registrati 22 marchi della Valtellina. A chi opera così vanno tolti i contributi". Paolini ha ricordato che l'Italia, fuori dalla Ue, è indifesa.
Infine, Riello ha chiesto più difese per il sistema fieristico italiano che "è dimenticato", mentre altri Paesi, come la Germania, hanno capito che le fiere sono la leva per tutto il sistema industriale.
VINITALY. AVerona, le bottiglie lombarde faranno la parte del leone: su uno spazio di 8.500 metri quadrati, 4.400 dei quali allestiti, la collettiva lombarda rappresenta la prima per numero di espositori (203 le aziende vitivinicole presenti, per oltre mille vini in degustazione) e la seconda in termini di superficie. Inoltre, il Padiglione Lombardia, che nel 2012 ha registrato oltre 50mila visitatori su un totale di 140mila che hanno frequentato la rassegna, è il più strutturato in termini di servizi, tanto da essere considerato a buona ragione il “salotto” della manifestazione. Undici i Consorzi di tutela al Padiglione Lombardia: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani (per Colli Morenici Mantovani e Lambrusco Mantovano), Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valtènesi ed Ente Vini Bresciani (per Montenetto, Botticino, San Martino della Battaglia e Cellatica).
42 DENOMINAZIONI. Dal Lugana, primo vino lombardo a ottenere il riconoscimento di Doc nel 1967, alla Doc Valtènesi datata 2011 - che nel suo primo anno di vita ha già registrato un più 24% di superficie vitata - sono 42 le denominazioni vanto della nostra regione: 5 Docg, 22 Doc, 15 Igt. Una ricchezza di offerta, in termini di tipologie e qualità, che è specchio della varietà di ambienti, di clima e terroir che caratterizzano la Lombardia: montagna, collina e grandi laghi.
IL BOOM DELL'EXPORT. Secondo lʼelaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Istat, i primi cinque mercati di destinazione per i vini lombardi sono quello degli Stati Uniti (75,6 milioni di euro di valore export), Svizzera (30,3 milioni di euro), Germania (30,1 milioni di euro), Canada (16,1 milioni di euro) e Giappone (12,7 milioni di euro). Tra questi, quello che ha registrato lʼincremento maggiore nel 2012 è il mercato del Sol levante (+54,8%), davanti a quello svizzero (+16,7%), statunitense (+16,4%), tedesco (+15,8%) e canadese (+4,6%). Ma lʼexport di vini lombardi è cresciuto molto anche a Hong Kong (+23%), in Messico (+17,3%) e in Norvegia (+11%).