Agricoltura

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Piacenza, progetto SOIL4Wine: la viticoltura di collina risorge tutelando ambiente, lavoro e territorio


PIACENZA - Uno studio sui terreni di una delle nostre ricchezze: la viticoltura. Una ricerca nell’ecosistema vigneto che parte da Piacenza, grazie al progetto europeo Life, e alla sinergia tra Università Cattolica, Regione, Parchi del Ducato. E il suolo torna di nuovo sotto i riflettori sopo il convegno europeo che si è svolto la scorsa settimana e che ha portato a Piacenza i massi esperti italiani che hanno presentato progetti e ricerche per il recupero di suoli degradati.

LA SQUADRA DEL PROGETTO «La ricerca (e le relative valutazioni qualitative) hanno una valenza internazionale, ma se è possibile una ricaduta sul territorio, migliorando il rapporto con enti pubblici e realtà imprenditoriali, allora si ottiene il massimo». Il preside della Facoltà di Scienze agrarie, Lorenzo Morelli, ha aperto così la conferenza stampa che si è svolta, oggi 30 maggio, all’Università Cattolica di Piacenza, per annunciare che l’ateneo piacentino sarà il capofila del progetto europeo “Life” Soil4wine Innovative approach to soil management in viticultural landscapes (approccio innovativo nella gestione dei suoli dei paesaggi vitivinicoli), finanziato dall'Unione europea con 1 milione e mezzo di euro per tre anni, coordinato dalla Facoltà di Scienze agrarie della Cattolica (presenti i professori Stefano Poni e Vittorio Rossi), con partners lo spin off della Cattolica HORTA, VINIDEA (Gianni Trioli), ERVET Emilia Romagna (Enrico Cancila) e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale (Parchi del Ducato) con il presidente Agostino Mangialli. Una squadra nata quasi per caso, ma che ha subito creduto nella bontà dell'idea hanno sottolineato i relatori.

RECUPERO DELL'ECOSISTEMA «Il progetto è innovativo - ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa del suolo e ambiente, la piacentina Paola Gazzolo - che apporterà benefici alla crescita del territorio e della Vall Trebbia, con la sfida di remunerare i servizi eco-sistemici. Dobbiamo lavorare aggregandoci, con la sostenibilità parola - chiave della nostra azione. Contrastiamo l’abbandono dei terreni in agricoltura e in montagna, puntiamo allo sviluppo della viticoltura innovativa per creare resilienza (capacità di un ecosistema di ripristinare la condizione di equilibrio a seguito di un intervento esterno che può provocare un deficit ecologico (erosione della consistenza di risorse che il sistema è in grado di produrre, ndr) e vincere le sfide dei cambiamenti climatici». Gazzolo ha inoltre ribadito che la sfida è creare nuovi posti di lavoro; «cresceranno gli insediamenti se si manterranno e consolideranno le imprese favorite dalla “comunità digitale” realizzata entro il 2020, investimenti cospicui (700 milioni) che la Regione ha destinato allo sviluppo dell’Appennino e con azioni tese a semplificare al massimo, rivedendo i servizi in modo integrato. A tal fine è già pienamente operativo un gruppo di lavoro per capire dove si può agire più efficacemente per limitare la burocrazia». 

SALVARE E FAR FRUTTARE IL SUOLO Dunque migliorare la gestione del suolo nell’intero ecosistema vigneto e contemporaneamente ridurre l’erosione superficiale, mantenere il tasso di sostanza organica del suolo, limitare il compattamento e la contaminazione del terreno, salvaguardare o aumentare la biodiversità proponendo soluzioni sostenibili e migliorative dello stato dell’arte. Questi sono alcuni obiettivi del progetto europeo LIFE, «un programma - ha chiarito Poni - che nasce per la Val Trebbia dalla preoccupazione per il futuro della viticoltura locale, data l'elevata età media degli agricoltori specializzati nel settore e dello scarso ricambio generazionale che contraddistingue le aziende. Il territorio dedicato alla viticoltura copre circa 333 ettari con la presenza di 295 aziende. Una frammentazione che complica l’azione, ma con questo progetto si tenderà a migliorare una attività economica di interesse primario per l'intera provincia che già oggi è contraddistinto da una situazione parziale di abbandono a causa principalmente, del mancato ricambio generazionale e del limitato reddito: basti pensare che nel 2013 solo il 14% dei suoi fornitori aveva meno di 50 anni e circa il 30% oltre 65».

Per contrastare il rischio di perdere un così importante patrimonio, non solo economico (fondamentale per la permanenza), ma anche culturale e colturale, strategico per una produzione di vini di qualità, sono già state avviate iniziative auto-sostenute mirate ad incentivare l'attività vitivinicola locale, il presidio del territorio e tecniche di produzione sostenibili. Buone prassi eccellenti che hanno trainato il Progetto europeo che ne ha preso le mosse individuando nell'area dei Parchi del Ducato (Parco del Trebbia, Parco dello Stirone-Piacenziano, Parco del Taro e Parco dei Boschi di Carrega), la zona di interesse per i criteri europei. «Il progetto - ha detto Mangialli - mette al centro l'agricoltura, recuperando il rapporto tra agricoltore e territorio e tra territorio e parchi. Da qui può nascere una rete di imprese che dià più forza alle piccole aziende, stimolare il marketing e far dialogare i Consorzi dei vini piacentini e parmensi».

LE AZIENDE E LE AREE Saranno 9 le aziende locali “pilota” dello studio di tre anni che avrà inizio a gennaio 2017 e sarà soprattutto incentrato sul suolo, sul vigneto e sul terreno, con dimostrazioni ed analisi che poi verranno valutate da altre 40 aziende sparse in Europa per vedere in quale misura gli esiti siano applicabili ad altre realtà. Il progetto è concentrato soprattutto alle colline della Valtrebbia ed è rivolto alle aziende del settore. Le zone di interesse sono 4 Aree Protette dell’Emilia Occidentale (Parco dei Boschi di Carrega, Parco del Taro, Parco dello Stirone e Piacenziano, Parco del Trebbia).

LE AZIONI Al fine di raggiungere gli obiettivi, sipensa di generare effetti positivi sulla popolazione e sull’economia locale e, per estensione, anche su altre realtà viticole del territorio nazionale ed europeo, SOIL4VINE metterà in atto specifiche azioni tra cui maggiore resilienza delle aziende; effetti ambientali positivi a beneficio della popolazione locale in termini di miglioramento della gestione del suolo a vigneto e riduzione dell’inquinamento ambientale; riduzione impiego di pesticidi ed erbicidi; preservazione e miglioramento della stabilità idro-geologica del territorio. Il progetto interverrà anche per la preservazione e il miglioramento della valenza paesaggistica, salvaguardia e miglioramento della biodiversità, effetti positivi sulla coesione sociale della aree rurali interessate e possibilità di estenderli ad altre aree con caratteristiche similari.

 

(da sinistra, Mangialli, Cacila, Morelli, Gazzolo e Poni - foto gisimage)


30 maggio 2016
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