Agricoltura

DUE VETERINARI DI CREMA STUPISCONO IL MONDO CON L'ITALIAN STYLE AL CONGRESSO MONDIALE
CREMONA - Dall’Europa agli Stati Uniti più di qualche veterinario è rimasto stupito dal livello scientifico delle ricerche e dalle capacità dimostrate dai due giovani veterinari italiani al punto che al congresso mondiale di veterinaria si è parlato di “italian style”. La bontà del lavoro dei due medici lombardi ha portato le università di Hokkaido (Giappone) e Minnesota (Usa) e un centro privato di ricerca di Parigi (Imagerie medical Boulogne) a stabilire con loro una futura collaborazione.
E’ l’ennesimo schiaffo all’Italia cialtrona, ingessata, composta di burocrati ottusi e apparati pubblici inefficienti, di un sistema di istruzione che non riconosce il merito. La cura dei tumori animali con gli strumenti d’avanguardia vede i due scienziati lavorare nella campagna cremasca, a poche decine di chilometri da Milano, nel mezzo del Parco della Melotta. Non solo i due veterinari – Mario Dolera e Luca Malfassi, creatori della Cittadina, Fondazione studi e ricerche veterinarie – hanno presentato le tecniche di radioterapia e radiochirugia, ma hanno mostrato i loro interventi realizzato utilizzando un acceleratore di particelle con Tc incorporata (consente esami tridimensionali) e con un puntatore di precisione. La macchina permette di delimitare il tumore, disegnarne l’area in modo preciso - frazioni di millimetro – grazie a un sofisticato software e colpire con i raggi solo l’area ammalata e non il tessuto sano. Di acceleratori così ne esistono due in Italia, e pochissimi altri in Europa, ma il loro è il più moderno.
Il lungo tour scientifico ha portato Dolera e Malfassi in Portogallo e negli Usa, dove hanno parlato in numerose conferenze, fino ad approdare alla prestigiosa Veterinarian cancer society per il congresso mondiale dei veterinari e dove hanno potuto esporre le loro ricerche.
Siamo soddisfatti - ha dichiarato Dolera - della visibilità ottenuta negli Stati Uniti». I veterinari di Romanengo (Cremona) sono stati a Cascais e a Minneapolis. In totale hanno presentato quattro relazioni e sono stati gli unici italiani invitati a presentare le relazioni (erano presenti anche due medici di altrettante strutture pubbliche).
Dolera, poi, si toglie un sassolino dalla scarpa: «Anche chi in Italia non voleva rendersi conto che ci siamo, ora deve ammetterlo». La relazione su Brain radio surgery «è stata considerata best of the meeting, negli Usa, ed è qui che hanno definito il nostro lavoro come italian style». E con stupore, i medici cremaschi hanno scoperto che «oncologi e medici veterinari americano hanno ammesso di non avere la nostra tecnologia. Quando ci hanno chiesto spiegazioni ci ha fatto molto piacere».
Il successo ottenuto al congresso mondiale «ci sprona a proseguire». Negli Usa, Dolera e Malfassi, oltre all’efficiente organizzazione, hanno apprezzato «la stretta sinergia esistente fra case farmaceutiche e sperimentazione clinica. Questi in Italia non esiste. In pratica, quasi tutti gli studi americani vengono finanziati dalle case farmaceutiche».
Un limite riscontrato riguarda, invece, il lavoro del veterinario. «In Italia - ha continuato Dolera – la professione è un po’ a tutto tondo, mentre negli Usa la realtà è più settoriale. Lo stesso medico non segue il paziente dall’inizio alla fine, ma nelle varie fasi intervengono diversi specialisti».
Tra i punti di interesse dei veterinari di tutto il mondo - al congresso erano assenti solo i medici russi e cinesi – c’è stato il nostro lavoro sui conigli, come animale da compagnia, ma anche quello su serpenti o pappagalli» ha affermato Malfassi. Anche Malfassi è stato soddisfatto «per l’interesse suscitato dal nostro lavoro. Io, in particolare, ho apprezzato una relazione su una nuova tecnica di ricombinazione genetica. Una tecnica che consente di reinserire codici genetici in una cellula malata. Questo è molto importante perché, in futuro, potrebbe portare alla guarigione di malattie come diabete, emofilia e anche tumori, sia negli animali sia negli esseri umani».
Il materiale presentato a veterinari, ricercatori e studiosi, proviene in parte da quello utilizzato per il secondo congresso nazionale di veterinaria che si è svolto in maggio a Romanengo (Cremona). Sono circa duemila i casi che hanno portato la Cittadina a diventare centro di riferimento nazionale per le epilessie animali. Nella cascina del ’700 dove operano, i medici oltre a intervenire su cani e gatti, non pongono limiti alla loro professionalità e, in pratica, sono in grado di operare ogni tipo di animale (è strato trattato anche un pesce). L’unico limite è la taglia, perché sotto l’acceleratore possono essere sistemati soltanto animali grandi al massimo come un grosso cane.
Gianfranco Salvatori
(nell'immagine in prima pagina, il primo a sinistra è Luca Malfassi e il primo a detsra Mario Dolera; in alto, Dolera la relazione al congresso a Minneapolis; sotto altre immagini della partecipazione dei due veterinari ai congressi e la cura di animali alla Cittadina. In questo caso, Malfassi sistema un cane, sedato, sotto l'acceleratore di particelle e segue le fasi di puntamento al computer per delimitare la zona tumorale che i raggi dovranno aggredire, senza intaccare i tessuti sani - foto gisimage)

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