Agricoltura
Piacenza, il Consorzio Terrepadane primo in Italia ad aprire un centro di raccolta per cereali bio
PIACENZA - E' nato in provincia di Piacenza, nell'area di San Giorgio, il primo centro di raccolta in Italia dedicato esclusivamente ai cereali da agricoltura biologica. L'iniziativa e' di Terrepadane, il maxi consorzio agrario che abbraccia sette province tra Lombardia ed Emilia Romagna. L'interesse del Consorzio agrario verso il biologico era stato annunciato in aprile, durante la visita del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.
Nel 2014 Terrepadane ha raccolto 850.000 quintali di cereali e ad oggi conta 18 centri di raccolta cereali, stoccaggio e comparto logistico capace di servire tutto il territorio. Il Consorzio fornisce servizi mirati per tutto il comparto agricolo: dalle macchine, alla consulenza, alla fertirrigazione, dal latte al vino, al riso, fino all'agricoltura di precisione, il fiore all'occhiello.
Ma gli obiettivi del Consorzio spingono ad un ulteriore incremento. Attraverso un forte investimento sulla propria rete, Terrepadane punta per la nuova stagione ad un aumento del 15% di ritiri. 'La scelta del mais bio - sottolinea Terrepadane - si innesta su un panorama cerealicolo nazionale che sente da anni il forte bisogno di differenziarsi per non soccombere rispetto ad un trend internazionale che punta, invece, al generale abbattimento dei prezzi e un appiattimento qualitativo che favorisce esclusivamente le grandi e grandissime produzioni con strutture
commerciali globalizzate».
«La nostra è un’agricoltura che possiede peculiarità uniche, non esiste nessun altro Paese al mondo con un tale livello di eccellenza e la capacità, sviluppata nella storia, di rendere produttive e prospere aree anche geograficamente svantaggiate come ad esempio quelle collinari» afferma il direttore generale Dante Pattini. «I nostri territori - prosegue Pattini - non potrebbero esprimersi che qualitativamente, per le quantità servono, oltre allo sfruttamento intensivo, anche superfici coltivabili fuori dalla nostra realtà».
In quest’ottica, per le aziende va considerato anche il fondamentale aspetto remunerativo. Questo è ovviamente legato alla variabilità delle condizioni atmosferiche ed alle altre incognite naturali quali malattie, infestazioni, ecc. «E' solo grazie all’esperienza ed alle capacità dei nostri agricoltori che si è riusciti a non patire troppo le ultime campagne, così incredibilmente piovose e climaticamente instabili» dice Giorgio Mazzoni, responsabile sementi e concimi del Consorzio Terrepadane e «i corretti trattamenti fitosanitari e la cura di terreni soggetti continuamente a ristagni idrici hanno permesso alle colture di sopravvivere e di essere produttive nonostante tutto».

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