Agriturismo

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Agriturismo Lombardia, Fava: accogliere la sfida della modernità e fare rete


 

BERGAMO - «Abbiamo bisogno di mettere in rete tutti i soggetti che hanno scelto di ampliare la loro esperienza andando verso la multifunzionalità. L'Europa ci spinge verso questa direzione. Un mondo che è destinato a crescere con forti radici collegate alla tradizione. Quella fatta di mestieri che sappiamo fare da sempre, che mi auguro possano ancora dare soddisfazioni a chi ora con entusiasmo porta avanti queste nuove esperienze di turismo rurale». Lo ha detto, ieri 12 ottobre, l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava, intervenendo al convegno “Turismo e ruralità, scenari, strategie e casi esemplari guardando all'Europa”, organizzato  nell'ambito della prima edizione di Agri Travel & Slow Travel in Fiera a Bergamo. Ad ascoltare Fava - e, tra i relatori, Alessandra Morandi, presidente Terranostra Lombardia, e Gianluigi Vimercati, vice presidente nazionale di Agriturist - una folta platea di studenti a indirizzo agrario, turistico e tecnico-commerciale.

IN LINEA CON UE «Un evento intelligente, che abbiamo sostenuto al suo primo appuntamento - ha detto Fava - che sposa la linea Ue in ambito di Politica agricola comune. L'agricoltura deve rinnovarsi, solo intercettando i cambiamenti del mondo agricolo potremo considerarla elemento forte di innovazione e peso dal punto di vista economico, sociale e della nuova visione del tema agricolo nell'approccio multifunzionale».

ACCOGLIERE SFIDE MODERNITÀ «Per quanto i fondamentali del mondo agricolo restino gli stessi, legati alle vocazioni territoriali - ha precisato Fava - occorre accogliere la sfida delle nuove modalità, che servono per far recuperare remuneratività all'impresa agricola. Modelli di integrazione del reddito come ospitalità, ristorazione, turismo rurale e proposte innovative di coinvolgimento di ampie fasce della popolazione verso il modello rurale, oggi sempre più accettato come espressione anche di ricerca del benessere, del “bien vivre” e di un modello positivo di vita in campagna».

AIUTI A CHI INVESTE «Abbiamo perciò riarticolato le misure di incentivazione rispetto al passato, con capitoli specifici - ha ricordato l'assessore lombardo - sapendo che buona parte degli interventi per le aziende sono finanziabili con una serie di priorità. Con la nuova programmazione, per esempio, che vale 1 miliardo e 200 milioni, possiamo sostenere attività tradizionali e innovative, idee di chi ha scelto di differenziare percorsi tradizionali offrendo anche possibilità di lavoro. Finanziando investimenti fino al 50 per cento della spesa, percentuale superiore a quella degli aiuti in altri settori».

 

(foto gisimage)

 


13 ottobre 2014
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