Enogastronomia

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Cia Lombardia: «Dimissioni cda Terre d'Oltrepò atto dovuto, da Prandini e Ottolini nessun cambiamento»


MILANO - Le dimissioni del Cda e l’ormai certo commissariamento delle Cantine Terre d’Oltrepò sono un atto dovuto che arriva con oltre un anno di ritardo. Questo il commento Cia-Agricoltori Italiani, a seguito dei trecento avvisi di garanzia che hanno investito i vertici della cooperativa vitivinicola pavese, per lo scandalo dei vini commercializzati come Doc/Igp/Igt, ma in realtà prodotti con uva scadente e del tutto incompatibile con quella conferita dai soci.

«Fin dall’anno scorso, poche settimane dopo l’inizio delle indagini, avevamo chiesto le dimissioni di tutto il Consiglio di amministrazione e il commissariamento delle Cantine», spiega Giovanni Daghetta, agricoltore pavese e presidente di Cia Lombardia. «Un atto dovuto, necessario per voltare pagina e iniziare un percorso di cambiamento. Dobbiamo tuttavia rilevare che l’ingresso nel Cda del presidente regionale di Coldiretti Ettore Prandini e dell’ex presidente di Confcooperative Lombardia Maurizio Ottolini, avvenuto lo scorso luglio per cooptazione, non ha fatto altro che ritardare questo inevitabile processo. Si sono così inutilmente persi mesi di tempo».

Prandini e Ottolini erano entrati nel Consiglio d’Amministrazione della Cantina di Broni con il ruolo di garanti dei soci. «Di cambiamenti tuttavia non se ne sono visti - sostiene Cia Lombardia - e la loro attuale presa di posizione nei confronti dei vertici di Oltrepò, a cui viene giustamente chiesto di assumersi le proprie responsabilità e fare un passo indietro, pur essendo nel merito condivisibile è quantomeno tardiva».

«In questa vicenda occorre ora procedere con chiarezza e rapidità - ha proseguito Cia Lombardia - individuando al più presto i colpevoli. L’Oltrepò Pavese è un territorio che ha per storia e vocazione un’enorme potenzialità. Lo scandalo scoppiato è chiaramente un duro colpo, che si potrà superare partendo da una nuova cultura vitivinicola. Bisogna puntare, nelle campagne e nelle cantine, a prodotti di qualità e di eccellenza in grado di fare da traino per l'intero territorio».


28 aprile 2016
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