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Piacenza, Coppa d'oro: la qualita dell'enogastronomia fondamentale per i mercati esteri
PIACENZA – Oscar Farinetti, l’ambasciatore italiano in Giappone Domenico Giorgi e le squadre piacentina di pallavolo Copra Ardelia Volley (maschile) e Nordmeccanica Rebecchi Volley (femminile). Sono i premiati dell’edizione 2014 della Coppa d’Oro, il riconoscimento che nel nome di una delle eccellenze enogastronomiche locali - la coppa - a cui dal 2013 si è aggiunto anche il vino Gutturnio, a piacentini o personaggi che hanno dato lustro alla provincia emiliana che solo il Po divide dalla Lombardia. A Piacenza, in Piazza Cavalli, fino a domenica 12 ottobre si svolge la Coppa d’Oro e il Gutturnio Festival, un unico appuntamento dove i visitatori potranno degustare i migliori salumi piacentini (ci sono anche salame e pancetta) e il famoso vino rosso che si sta affermando sempre di più anche sui mercati esteri.
Nello splendido salone di Palazzo Gotico, oltre alla premiazione si è anche svolto il convegno che accompagna il premio: “La scelta della qualità – Vincolo o fattore di successo?”. Riflessioni che hanno acceso i riflettori sul futuro dell’agroalimentare e l’enogastronomia di qualità sia in vista di Expo sia del dopo Expo, alla luce di considerazioni sui mercati, sulle regole, sul marketing, sulla formazione degli operatori.
RELATORI D'ECCELLENZA Autorevoli i relatori: Farinetti, fondatore di Eataly; Nicola Levoni, presidente di Isit; Andrea Sinigaglia, direttore generale della scuola di cucina ALMA; Andrea Grignaffini, giornalista, enogastronomo e docente universitario; Massimo Montanari, docente di Storia medievale all’università di Bologna. A moderare, la giornalista Rai, Camilla Nata. Tutti hanno convenuto che nel mondo c’è una gran voglia di Italia che, però, viene solo parzialmente soddisfatta.
CONSERVAZIONE DEL CIBO Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio salumi tipici piacentini Roberto Belli, il quale ha ringraziato tutti i soci che operano nel Consorzio, ha preso la parola Montanari dell’Università di Bologna, esperto di storia dell’alimentazione che ha sottolineato come i salumi facciano parte di quegli alimenti fermentati (come formaggi e vini) che hanno un sapore, ovvero la natura di un cibo e danno sicurezza all’uomo, spaventato dalla deperibilità dei cibi. «La fermentazione – ha spiegato – è degradazione della materia che l’uomo converte in prodotti di qualità».
Per Montanari «la conservazione è ansia e speranza allo stato puro, cultura del bisogno e del lusso, desiderio. I salumi sono prodotti differenziati di un territorio, carattere tipico della cultura italiana e mediterranea che si è caratterizzata nel senso della varietà. La qualità non si può misurare, la diversità sì ed è peculiarità tutta italiana nel mondo». La diversità è anche strumento di mercato, con la città italiana che rappresenta anche il suo territorio. Il dominio cittadino sulla campagna ha esportato il valore del territorio all’esterno. Nati in una logica di sussistenza i prodotti conservati diventano prodotti fini e questo è tipico della storia italiana e mediterranea.
FARINETI CONTRO LA BUROCRAZIA L’ottimismo ha ribadito Farinetti, stimolato dalle domande della coordinatrice Nata, significa non che tutto va bene, ma che tutto si può risolvere se dedica tempo a ricercare soluzioni; «se sei pessimista, sport italiano di questi tempi, si perde tuo tempo a lamentarsi». Da Farinetti, poi, un invito alla semplificazione contro la burocrazia asfissiante: ben vengano le regole, ma che siano «4 e non 400. Ad esempio in Italia ci sono 11 enti di controllo sul vino, in Francia 2».
Secondo Levoni, presidente Istituto italiano salumi tipici, «la qualità è un fattore di successo, non un vincolo ed i Disciplinari possono essere dinamici, al passo con i tempi. La qualità si fa sempre, ma va tutelata, verificando, con la vigilanza, che le cose siano fatte adeguatamente. E nel futuro, contro le contraffazioni, la potremo effettuare anche all’estero».
Sinigaglia, direttore dell’Alma di Colorno, ha affermatoc he «qualità va di pari passo con la formazione; qualità significa anche capacità di scelta. Comprese anche le scelte di vita, come hanno dimostrato molti allievi dell’Alma che dalle professioni o dalle lauree tornano a voler apprendere un mestiere antico ed affascinante. Il vincolo, infine, è un fattore di successo, non è un ostacolo ma un passaggio che si deve compiere».
Grignaffini ha concluso sottolineando che «il piatto è una cosa complessa, è questione di dettagli nei quali si può trovare la qualità. Oggi purtroppo, la cucina è quella dei colori e dei suoni della tv con i tanti programmi dedicati al cooking, non è più quella dei profumi della nonna».
(sotto, alcune immagini della premiazione la Coppa d'Oro e nell'ordine i premiati: l'ambasciatore Domenico Giorgi; Oscar Farinetti a cui consegna il premio Giuseppe Parenti presidente della Camera di commercio che ha ideato l'iniziativa; Antonio Cerciello presidente della Rebecchi Nordmeccanica Volley e Guido Molinaroli presidente della Copra Ardelia Volley - foto gisimage)

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