Agroalimentare

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�Coldiretti: «Pronti a bloccare le frontiere, i formaggi con la polvere di latte se li mangi l'Unione europea»


MILANO - «Non passeranno. Gli agricoltori della Coldiretti Lombardia sono pronti a fare muro contro ogni tentativo di produrre i formaggi con la polvere, come vorrebbe l’Unione Europea, invece che con il latte come deve essere. Se fino a oggi le manifestazioni che abbiamo organizzato al Brennero erano pacifiche, adesso siamo pronti a bloccare le frontiere se non verrà riconosciuta la distintività di ogni produzione nazionale e l’obbligo dell’origine» dice Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia dopo che Bruxelles ha definito contraria alla libera concorrenza la legge italiana che, già dal 1974, impone l’uso di latte per i formaggi in modo da tutelare i consumatori e l’alta qualità degli alimenti Made in Italy.

UE ROVINA LE COSE BUONE «Sembra quasi banale dire che per i formaggi ci vuole il latte - commenta Prandini - ma in ambito UE sono bravissimi a complicare le cose semplici e a rovinare le cose buone. Permettere l’uso di polveri per i formaggi va contro gli interessi dei consumatori e dei produttori per fare un favore a qualche lobby industriale pronta a speculare anche su questo. Si tratta di una visione miope che non possiamo accettare, soprattutto qui in Lombardia dove produciamo il 40 per cento di tutto il latte italiano e dove le nostre stalle stanno resistendo con le unghie e con i denti contro il crollo delle quotazioni arrivate a 36 centesimi al litro. A Bruxelles con queste decisioni insensate giocano con la vita delle persone».

CHIUSA UNA STALLA SU QUATTRO La crisi della stalle da latte in Lombardia è costata, dal 2003 al 2014 migliaia di posti di lavoro e la chiusura di un allevamento su quattro. «Inoltre - spiega la Coldiretti regionale - in Italia il 65% della popolazione, circa 31 milioni e mezzo di individui, consuma abitualmente latticini e formaggi e se il 25% va a Grana, il 58% punta su latte e formaggi freschi, proprio quelli più a rischio per quanto riguarda l’utilizzo di prodotti e semilavorati dall’estero». «E che, guarda caso, sarebbero anche gli stessi prodotti per i quali la UE vorrebbe imporci l’uso delle polveri - conclude Prandini - ma noi non ci piegheremo. Come il vino si fa con l’uva, per i formaggi ci vuole il latte. La polvere se la mangino loro».

 

(foto Solw Food)


29 giugno 2015
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