Agricoltura

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Approvato il bilancio del Consorzio agrario Emilia, Coldiretti: «Abbiamo creato una filiera»


BOLOGNA - Un consorzio che ha dimostrato di saper essere all’avanguardia nel suo ruolo al servizio degli agricoltori. Così Coldiretti accoglie positivamente l’approvazione del bilancio 2014 del Consorzio Agrario dell’Emilia (Cae) che opera sulle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia e, in parte; su quella di Ferrara.

«In un mondo sempre più globalizzato - commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello - dove crescono i monopoli che possono imporre prezzi alti per macchine agricole, concimi, mangimi, e possono mantenere bassi i prezzi pagati alle imprese agricole per il cereali che producono, il Consorzio Agrario dell’Emilia ha saputo ritagliarsi con un ruolo moderno, costruendo una alternativa proprio a quei monopoli che potrebbero emarginare gli agricoltori». Coldiretti ricorda che Cae ha creato una filiera che va dal campo alla tavola, dalla ricerca e produzione nel settore delle sementi, con la Società Italiana Sementi (Sis), per arrivare al polo mangimistico di Emilcap, la partecipazione nel pastificio Ghigi, i negozi Campagna Amica.

«Questi - commenta Tonello - rappresentano il nuovo vero potere contrattuale degli agricoltori, che non è più costituito solo dalla massa critica, ma dalle novità che si sanno mettere in campo al servizio del mondo dell’agricoltura. Gli strumenti attivati dal Consorzio Agrario dell’Emilia offrono una reale alternativa agli imprenditori agricoli a partire dalla ricerca sementiera (Sis) fino alla trasformazione dei cereali in pasta (Ghigi). Infatti, con i mangimi no-Ogm viene assicurato valore aggiunto alla produzione dei cerealicoltori e allo stesso tempo viene assicurato un servizio efficiente agli allevatori che vogliono distinguersi e migliorare i loro prodotti, carne, latte o formaggi che siano. Una testimonianza di questo ruolo di Cae si evidenzia ad esempio a Ferrara, dove ai soci della cooperativa Capa viene assicurato il ritiro e il pagamento delle loro produzioni. Tutto ciò è avvenuto grazie alla capacità di concentrare le forze e migliorare i servizi. Un obiettivo che ha richiesto importanti impegni negli investimenti finanziari, ma che è accettabile per rimanere efficienti in un mondo che va sempre più verso monopoli esterni all’agricoltura».


01 luglio 2015
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